Mod non riesce a controllare certe pulsioni. Intervista a Corrado Ori Tanzi

Un uomo, una mattina come tutte le altre, si dirige verso lo studio commercialista presso cui lavora. Durante il tragitto, tuttavia, viene investito e la sua anima si addentra nell’aldilà. Giunta in una sorta di piazzale, accanto a sé conta trentatrè anime. Lui è la trentaquattresima, ma quando le altre vengono chiamate, lasciando quella provvisoria collocazione, l’uomo, il commercialista, il commercialista defunto, rimane escluso e comincia a camminare. Nessuno lo ferma e passo dopo passo finisce alle spalle di un ristorante, evidentemente di nuovo sulla terra. Si guarda allo specchio e quello che vede non è il suo volto, è più giovane, è più bello, il suo portafoglio è pieno di banconote. Nelle tasche dei pantaloni trova un foglio, su cui compaiono per pochi istanti alcune lettere vergate con l’inchiostro. «Ti chiamerai Mod», fa in tempo a leggere, prima che le parole scompaiano. Neanche il nome aveva conservato.

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“Il caso Kellan”, il ritorno di Franco Vanni (uno scrittore da tenere d’occhio)

Esce domani in libreria per Baldini+Castoldi “Il caso Kellan”, il nuovo romanzo di Franco Vanni. Dopo il bell’esordio nel 2015 con “Il clima idea” (di cui ho scritto con entusiasmo all’uscita), Vanni, classe 1982, cronista giudiziario a «la Repubblica», torna a raccontare con un giallo una Milano intenta a nascondere sotto il tappeto i propri peccati. D’altra parte, le apparenze vanno sempre salvate.

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Una pillola yiddish. “Sender Prager” di I.J. Singer

Prendete un eterno scapolone ebreo proprietario di un ristorante a Praga, una vedova, uniteli in matrimonio, aggiungete una manciata di giovani cameriere affrante, un rabbino dalle visioni conservatrici, i parenti della sposa colpiti da fanatismo religioso, salate quanto basta, mescolate il tutto per bene e stendete su una settantina di pagine formato 10,5 X 17,5 cm. Servite in tavola ancora caldo.

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La linea sottile tra realtà e finzione. “Inganno” di Philip Roth

Quando l’inverno avanza, la nebbia nasconde la vastità della pianura, l’Inter arranca a metà classifica, sento l’invincibile bisogno di estrarre dalla libreria un libro di Philip Roth, che considero il toccasana ideale per alleviare i patimenti dell’anima.

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La Berlino di Christopher Isherwood

William, io narrante del romanzo di Isherwood, incontra il signor Norris su un treno diretto nella capitale tedesca; da subito salta all’occhio quanto questo personaggio più anziano di lui sia peculiare e originale nei suoi manierismi e nel suo parlare incessante. Continua a leggere “La Berlino di Christopher Isherwood”