La sopravvivenza delle religioni dimenticate

Gerard Russell è un ex diplomatico britannico e delle Nazioni Unite; ha ricoperto varie cariche in tutto il Medio Oriente e ha avuto modo di entrare in contatto con le più disparate etnie e popolazioni. A causa del lavoro, tuttavia, la curiosità che poteva provare nei confronti di queste realtà è rimasta tale per un certo periodo di tempo, senza svilupparsi in approfondimenti che potessero divenire fruibili anche ad un pubblico più ampio; tuttavia i ricordi di quanto aveva visto, le nozioni accumulate con l’esperienza e il caleidoscopio di immagini, lingue e suoni percepite nel tempo non potevano che venir trasposti in un libro. Continua a leggere “La sopravvivenza delle religioni dimenticate”

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Il calcio è una religione, parola di Marc Augé

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Maracanà, 16 luglio 1950. L’Uruguay batte il Brasile davanti a circa 200mila spettatori. Nei giorni successivi molti brasiliani si suicidarono.

Siete talmente appassionati di calcio che passate l’intero weekend a guardare persino le partite della quarta divisione norvegese? In questi europei vi siete emozionati fino alle lacrime per le imprese dell’Islanda e dell’Irlanda del Nord? Bene, da oggi in poi se le vostre mogli o fidanzate vi tormenteranno l’anima perché siete sempre attaccati alla TV a seguire ventidue atleti viziati che inseguono un pallone, da oggi avrete una valida da opporre: il calcio è da considerarsi una religione a tutti gli effetti. Sì, avete letto bene, una religione. Non si tratta di un’ipotesi strampalata elaborata dal sottoscritto, che altrimenti difetterebbe di rigore scientifico, autorevolezza ma soprattutto di imparzialità, se si considera che anche chi scrive è affetto dalla malattia del football. Nossignori, la suggestiva teoria è stata illustrata da Marc Augé, etnologo ed antropologo francese di fama mondiale, nella sua opera “Football. Il calcio come fenomeno religioso” pubblicato da EDB (Edizioni Dehoniane Bologna).

Il calcio come una liturgia religiosa

Secondo Augé per la prima volta nella storia dell’umanità, a intervalli regolari e ad orari fissi, milioni di persone si sistema davanti alla TV per partecipare alla celebrazione dello stesso rituale, alzandosi, gridando e rimettendosi a sedere allo stesso ritmo della folla riunita allo stadio. Non è forse lo stesso meccanismo che regola la liturgia religiosa?

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Dotte argomentazioni per evitare l’IKEA

Non spaventi il taglio saggistico dell’opera. Lungi dall’essere un polpettone indigesto, Football è in realtà un libro molto breve, che si legge piacevolmente, tutto d’un fiato, che contiene diverse curiosità legate al mondo del calcio, come la nascita di alcuni fra i più importanti club inglesi. Consigliato ovviamente ad un pubblico appassionato di calcio, in particolare a chi è alla ricerca di dotte argomentazioni per non essere trascinato all’IKEA la domenica pomeriggio.