La ragazza più bella di Genova. “La Superba” di Ilja Leonard Pfeijffer

All’ultima edizione del Festival della mente (Sarzana, settembre 2018) lo scrittore olandese Jan Brokken, parlando di un suo vecchio libro ambientato in Italia ma inedito nella nostra lingua, lamentava il fatto che alla nostra editoria i libri che parlano del nostro paese scritti da stranieri non vanno giù. L’idea che sta dietro questo pensiero, per altro tutt’altro che bizzarro, è che per parlare dell’Italia e, soprattutto, della nostra cultura l’autore deve essersi bagnato le vesti nell’Arno, nel Tevere o nell’Alcantara e deve avere sulle spalle un mutuo che estinguerà poco prima di svendere la casa a un prezzo stracciato. Continua a leggere “La ragazza più bella di Genova. “La Superba” di Ilja Leonard Pfeijffer”

Cosa saresti disposto a fare per riabbracciare chi hai perso?

Il nostro mondo è da sempre attraversato da, aimè, milioni di persone che fanno uso di droghe e stupefacenti. Si tratta di sostanze che corrodono corpo e anima, portando chi ne fa uso verso un declino inevitabile, dal quale è difficile uscire. Ma se un giorno vi proponessero una droga diversa, oserei dire: una droga “divina”? Si chiama “bliss” e forse, è l’unica droga che vale la pena assumere.

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Noi, figli della paura e del coraggio. La terra dei figli di Gipi

A novembre nascerà il figlio dei miei amichetti Emy e Marco. Avere dei figli è il modo naturale attraverso il quale l’uomo porta avanti la propria specie. Vero è che gran parte della vita dei genitori è dedicata a preservare la loro debole figliolanza tramite uno spaventoso numero di: “guarda prima di attraversare”, “allacciati le stringhe”, “mangia piano”, “non correre”, “prendi il golfino”.

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Non è tutto oro quel che è startup

Esce in Italia un film, tratto dalla vera storia di Matteo Achilli, su di un giovane che riesce a raggiungere il successo lavorando con fiducia e convinzione a un progetto in cui crede. Benché di natura piuttosto scettica decido di andarlo a vedere, perché, in fondo, non mi dispiace l’idea di trovare qualcosa che mi faccia conquistare un po’ di fiducia e ottimismo. Purtroppo le mie perplessità vengono confermate, e non solo: oltre a non cogliere il messaggio positivo che immagino il film voglia trasmettere, esco dal cinema infastidita per l’ipocrisia che la pellicola rivela.

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Quella volta che Paul Auster si spacciò per Paul Benjamin

Anche se può sembrare assurdo, c’è stato un tempo in cui Paul Auster non era Paul Auster. Parliamo della fine degli anni ’70: Auster aveva appena tentato di far produrre “Action Baseball”, il gioco da tavola col quale sperava di fare soldi a palate ma le cose non erano andate come se le era immaginate. “Non toccherei il suo gioco nemmeno con un palo lungo tre metri”, le disse una spietata donna alla quale si era rivolto tentando di produrre “Action Baseball”. Stava cercando di sbarcare il lunario, ma il primo porto sicuro era a migliaia di chilometri di distanza.

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