Identità multiculturali, un modo creativo di stare al mondo. Intervista a Kamila Shamsie

SARZANA – Tra una caffetteria nel Massachusetts e il consolato britannico di Karachi c’è Wembley, con il suo canale sopraelevato e la sua strada principale fitta di negozi. Qui è ambientato il nuovo romanzo di Kamila Shamsie, Io sono il nemico (Ponte alle grazie), che le è valso il Women’s Prize for Fiction 2018. Ma tra gli Stati Uniti e il Pakistan c’è anche Sarzana. Qui, in occasione della quindicesima edizione del Festival della mente, Kamila Shamsie ha parlato dei fratelli Pasha, persi tra il passato jihadista e un futuro tutto da costruire. Acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti come un romanzo potente e stupefacente, Io sono il nemico affronta una serie di tematiche urgenti, come il senso della comunità, il problema delle periferie, il ruolo delle famiglie, il bisogno di riscatto di chi abbandona tutto per cercare pace e prosperità lontano dal luogo di origine. Allo Scriptorium ha parlato di famiglia e di comunità, di identità e di emigrazione, dei romanzi che la guidano nella scrittura e dell’importanza del racconto orale.

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I ragazzi non si lasciano imbrogliare. Rossana Campo, vincitrice del Premio Strega giovani

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Forse è più difficile scrivere per i ragazzi che per gli adulti. I ragazzi sono più svegli, sinceri e autentici. Non puoi imbrogliarli. E se la Campo è stata apprezzata così tanto dagli adolescenti che l’hanno eletta vincitrice del Premio Strega giovani 2016 è stato perché ha avuto il coraggio di porsi quelle domande esistenziali che tra i 14 e i 18 anni ci poniamo con più insistenza. Queste questioni poi, nove volte su dieci, semplicemente passano in secondo piano. Quando finalmente arriva il momento di coricarci siamo così stanchi che l’unico nostro desiderio è smettere di pensare.

Dove troverete un padre come il mio?

Il protagonista di Dove troverete un padre come il mio (Ponte alle Grazie 2015) è un padre (il padre dell’autrice) sempre ubriaco, un carabiniere ripudiato dall’arma per subordinazione, abituato a scomparire da casa e a tornare diversi giorni dopo per picchiare la moglie, anche se poi si pente. Il racconto  di questo personaggio – e credo che sia proprio questo aspetto ad essere stato apprezzato particolarmente dai ragazzi – finisce per diventare «riflessione (anzi indagine) sul senso della vita, è una domanda su dove sta la realtà. E’ un primo passo verso il possibile recupero del reale», come ha scritto Angelo Guglielmi su «La Stampa» (29/9/2015). Poco importa se la realtà scoperta è grigia o addirittura nera: resta una rivelazione.

Profilo dell’autrice

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Fotogramma del film In principio erano le mutande (1999)

Una rivelazione è stato anche il primo romanzo della Campo, uscito per Feltrinelli nel 1992 col titolo In principio erano le mutande, divenuto nel ’99 un film, girato da Ada Negri. Tantissimi sono i romanzi usciti negli anni seguenti, tra i quali figurano: Il pieno di super (Feltrinelli, 1993), Mai sentita così bene (Feltrinelli, 1995), L’attore americano (Feltrinelli, 1997), Il matrimonio di Maria (Feltrinelli, 1998), Più forte di me (Feltrinelli, 2007), Lezioni di arabo (Feltrinelli, 2010), Felice per quello che sei – Confessioni di una buddista emotiva (Mondadori, 2015), Il posto delle donne (Ponte alle Grazie, 2013), Fare l’amore (Ponte alle Grazie, 2014). Vive tra Roma e Parigi. Rossana Campo intervalla il lavoro di scrittrice a quello di pittrice.