Eroi di guerra, eroi di propaganda

È il tuo giorno, Billy Lynn!esce negli Stati Uniti nel 2012 e arriva in Italia un anno dopo edito dall’indipendente minimum fax; la guerra in Iraq è finita da poco tempo, trascinatasi malamente nella melma di una giustificazione apparente, con perdite di soldati, civili, culture e quant’altro. Continua a leggere “Eroi di guerra, eroi di propaganda”

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Il tempo è un bastardo

Jennifer Egan mi era nota fino all’altro giorno come famosa autrice americana della nuova generazione ma non avevo ancora preso in mano un suo libro, nonostante ne abbia sempre sentito parlare in termini elogiativi o quantomeno positivi. Continua a leggere “Il tempo è un bastardo”

Ogni parola al posto giusto. “Vuoi star zitta, per favore?” Di Raymond Carver

La pausa pranzo volge al termine, sto per indirizzarmi verso l’ufficio. Decido di allungare il tragitto di qualche metro per passare davanti alla bancarella di libri usati, dove a volte riesco a trovare qualche chicca a poco prezzo. Il banchetto è diviso in due parti, la prima contenente i volumi più datati, con qualche segno di usura, in vendita a 2,50 euro, la seconda i volumi più recenti e meglio conservati (a volte praticamente nuovi) a 5 euro.

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La letteratura può spostare le montagne. Intervista a Marco Peano

Ci sono dolori indicibili, tremendi, dolori con cui è impossibile convivere, dolori che semplicemente non puoi accettare. Sai che la tua vita non sarà più la stessa e la stessa irreversibile sorte – sei sicuro – toccherà anche al mondo, alla galassia, all’universo intero. Non c’è rimedio. A volte si pensa che solo il tempo allevierà il dolore. Eppure qualcuno non non è d’accordo e crede i romanzi, le storie, la letteratura qualcosa possano fare. La letteratura può alleviare il dolore e – come diceva David Foster Wallace – può spostare le montagne. Ecco l’intervista a Marco Peano, autore de “L’invenzione della madre” (minimum fax), finalista al Premio John Fante.

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I maestri vanno mangiati in salsa piccante. Intervista a Giordano Meacci

Presentato da Francesco Durante, Giordano Meacci è giunto a Torricella Peligna per la undicesima edizione del John Fante Festival. Ha parlato dell’ultimo suo romanzo, “Il cinghiale che uccise Liberty Valance” (recensito qui dallo Scriptorium). Con quest’opera è arrivato finalista al Premio Strega 2016, ha vinto il Premio Lo Straniero 2016 ed è stato finalista al Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante 2016 sezione Narrativa. Premi che probabilmente non sono bastano per capire quanto quest’opera sia bella e ambiziosa. In effetti, quando ho cominciato a parlarci, Meacci mi è sembrato una persona piuttosto interessante e competente. Poi, piano piano, ha perso la ragione. Ha cominciato a parlare di un posto inventato – l’ho cercato su google maps e infatti non esiste -, affermando addirittura di averci vissuto. Un folle? O semplicemente un grande scrittore?

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