Enrico Brizzi, “Gli uomini come le montagne, maestosi e fragili”

Quando guardo le montagne, scrisse una volta Messner, ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte. E sono sempre di più le persone che hanno imparato ad ascoltare la voce delle alte vette, una voce limpida e autentica. Ne sono testimonianza gli autori, che sempre più scelgono di dar spazio nelle loro storie ai monti, e i lettori, che cercano quelle sollecitazioni che, forse, la città non è più in grado di dar loro. Ieri è stata presentata a Milano la 44esima edizione del Premio Itas del Libro di Montagna, il premio che celebra proprio le storie che hanno a che fare con la montagna. Per l’occasione abbiamo intervistato Enrico Brizzi, scrittore (autore, tra i tanti, del romanzo cult Jack Frusciante è uscito dal gruppo) e presidente della giuria del premio Itas.

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La difficile vita di un lettore qualunque all’alba del 2018

Contrariamente a quanto si possa pensare, la vita di un lettore non è per niente facile.

La lettura idealmente è un momento solitario, una pausa dal mondo esterno; almeno nella mia testa deve esserlo se fatta come si deve. Al contrario, se si riesce a interagire con il mondo meglio chiudere il libro e sceglierne un altro.

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Leggere e innamorarsi ogni volta

Io leggo tanto. Ho una foto della mia libreria che lo può testimoniare. E scrivo quanto basta. Ho pagine intere di tragicomici struggimenti adolescenziali; pensieri fermati negli anni su pezzi di carta e tovagliolini; qualche racconto. Non sono Philip Roth, lo devo ammettere, ma andiamo! di scrittori che hanno avuto un’illuminazione tardiva ce ne saranno. Confido in questo.

Il punto è che leggo, scrivo e sono certa di quello che vorrei dire in questo articolo, o meglio, ne ero assolutamente certa finché non ho aperto il mio bel blocchetto intonso, ho preso la mia penna preferita ..e.. panico.

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In estate andate al mare, i libri fanno schifo

In estate andate al mare, non leggete libri. Il tempo per leggere è un altro. Appartiene all’inverno, magari all’autunno, meno alla primavera, o comunque ai pomeriggi, e se non avete troppo tempo allora appartiene al mattino presto. Conosco molta gente che si sveglia prima, prestissimo, solo per leggere un’ora, in santa pace, e poi andare a lavoro. In estate, le ragazze. E se mancano, la pesca al lago. In mancanza del lago, i rutti con gli amici, la birra gelata, la pizza coi carciofi, le sigarette in macchina, la noia. In estate andate al mare, non leggete libri. Sul giornale magari, la prima domenica di luglio, verrà fuori la lista dei libri da leggere, dei dieci libri dell’estate. E’ una menzogna.

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“Un dollaro e mille chilometri”, il libro per chi non va in crociera neanche se gliela offrono

Viaggia, esplora, vivi. Non ti fermare. Scopri, fatti trascinare dalla candida potenza della curiosità. Il mondo è qui, non scappa: ti aspetta. La vita dura meno di un battito di ciglia. Dominique Lapierre lo sa: per questo motivo ha impugnato due valigie, 10 mila franchi ed è salpato per il Messico. Con un dollaro ogni mille chilometri, ogni mille emozioni.

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