Gli stereotipi sono pericolosi come un coltello, i pregiudizi come una pistola. I racconti sull’emigrazione di “Sotto un altro cielo”

Un bambino abbandonato su una spiaggia deserta, nomi che non hanno più alcuna ragione di esistere, un mare che non rinfresca ma uccide. La “mostruosità burocratica”, una barca stracarica, un giubbotto che fa acqua da tutte le parti. L’uomo si fa animale ed è costretto a scegliere tra salvare la vita a suo figlio o a uno sconosciuto. Dall’altra parte dello schermo ci siamo noi: spettatori involontari eppure necessari, incapaci di staccare gli occhi da queste storie tanto drammatiche quanto sconvolgenti, come racconta Dacia Maraini in Un corpo gettato via, short story che apre la raccolta. Proviamo orrore, stupore e pure imbarazzo, il sentimento più difficile da accettare. Perché forse non è vero che non possiamo fare niente.

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Il cuore nero d’Europa. “Il clima ideale” di Franco Vanni

C’è chi nasce sicuro di sé stesso e chi nasce timido. E poi c’è chi nasce timido e diventa sicuro di sé stesso. Ma smettere di essere timido è come smettere di fumare. Puoi non toccare una sigaretta per anni ma ne basta una per farti riprendere.

Michele è nato timido ed è diventato sicuro di sè stesso. Crescendo l’insicurezza è scomparsa, ma è rimasta sempre pronta a entrare in scena nel momento meno opportuno. La sua timidezza l’ha costretto a lungo a farsi gli affari suoi ma grazie a un yoyo e ai Continua a leggere “Il cuore nero d’Europa. “Il clima ideale” di Franco Vanni”