Raccontare l’anormalità della tragedia e del dolore

Non è facile parlare di Lampedusa, oggi. Non è facile parlarne con oggettività o senza seguire la vox populi. Non è facile capire quanti e quali significati abbia assunto quell’isola, quell’isola italiana piazzata in mezzo al mare, appollaiata su un lembo di placca terrestre che è più Africa che Europa. Sono usciti già alcuni libri sull’argomento e ne abbiamo parlato anche qua.   Siamo tristemente abituati (aggettivo orrendo) a vedere certe immagini al telegiornale, a leggere editoriali struggenti dopo un naufragio, articoli al vetriolo contro un’Europa assente, contro le modalità di accoglienza, contro il recupero dei gommoni e delle barche, contro un sistema che non riesce ad essere comprensibile in tutte le sue sfaccettature. Continua a leggere “Raccontare l’anormalità della tragedia e del dolore”

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Il racconto del medico di Lampedusa, l’eroe di “Fuocoammare”. “Lacrime di sale” di Pietro Bartolo

Più volte gli è stato chiesto se non vacilli mai la sua fede in un Dio che permette tutto questo dolore. Che c’entra Dio, ha risposto. A causare quel dolore non è Dio ma sono gli uomini.

Lacrime di sale racconta due storie diverse anche se estremamente interconnesse: la prima è la storia di vita di Pietro Bartolo, nato a Lampedusa, costretto poi a lasciare la piccola isola per andare a studiare in una più grande (la Sicilia), che si laurea, forma una famiglia e poi torna finalmente a casa. La seconda racconta il dramma dei migranti, le loro condizioni, le loro speranze, gli infiniti sacrifici, le indicibili sofferenze e le racconta dal punto di vista del medico, che fa il suo lavoro con passione e professionalità, anche se a volte essere professionali è proprio difficile.

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