A chi si sente perso

C’era una volta un ragazzo italoamericano che sognava di fare lo scrittore. Lungo il corso della sua vita ha scritto centinaia di pagine tanto belle da farti venire le lacrime agli occhi ma se ne è andato insoddisfatto. Per vivere faceva lo sceneggiatore a Hollywood, eppure anche quando la malattia l’ha costretto a letto ha continuato a fare ciò che forse lo faceva stare più bene: scrivere, dettando a sua moglie il suo ultimo romanzo. Parlo di John Fante, anche se il suo nome, ai fini del discorso è del tutto irrilevante. Ciò che mi interessa è tentare di capire perché non fosse felice, cosa lo rendesse insoddisfatto. Lui che ha scritto romanzi indimenticabili, lui che aveva una famiglia che lo amava, tutte le carte in regola per spegnere la sua inquietudine.

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Divertente non vuol dire poco profondo: “La confraternita dell’uva” di John Fante

Nick Molise amava solo due cose nella vita: il gioco d’azzardo e la sua città, San Elmo. I figli li considerava tre giovani del tutto normali, senza alcuna particolare dote di spicco. Non amava sua moglie da tempo, ma tutte le altre donne sì. Questo è lo scenario di apertura di un bellissimo libro, “La confraternita dell’uva”.

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Arturo Bandini: un personaggio maledettamente romantico

Se incontrassi Arturo Bandini in un libro

“Arturo Bandini: sentite che nome! Un nome che ti permette di assaporare la grandezza”. A chiunque, dopo essersi imbattuto in Chiedi alla polvere o Aspetta primavera, Bandini, verrebbe naturale pronunciare queste parole. Perché di personaggi pieni di vita come Arturo se ne conoscono pochi nella storia della letteratura. John Fante ha fatto un miracolo: l’eterno giovane Bandini respira ossigeno e anidride carbonica proprio come noi, e forse anche un po’ di sano smog di Los Angeles.

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John Fante, fuori dalla polvere. Intervista a Marco Vichi

Ecco l’intervista a Marco Vichi, conosciuto generalmente come giallista è anche un accanito lettore di John Fante e autore di un’interessantissima antologia di testi dello scrittore italoamericano, intitolata John Fante. Fuori dalla polvere (Edizioni Clichy). E proprio di questa antologia ha parlato a Torricella Peligna al John Fante Festival e nella nostra intervista.

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