La forza unica di una donna. “La guerriera dagli occhi verdi” di Marco Rovelli

Quando Marco Rovelli decide di partire per il Kurdistan sa già che Avesta Harun è morta; il suo scopo è ricostruirne le tracce, raccontarne la storia, capire il senso di una vita stroncata in battaglia.

Forse alcuni di voi, seguendo le notizie dei TG  o qualche reportage, conoscono già la realtà delle donne combattenti curde. Io ricordo chiara l’immagine di una ragazza che imbracciava un kalashnikov, accovacciata ad osservare l’orizzonte, e mi sono spesso chiesta che ruolo avesse. Leggendo questo libro ho avuto una risposta.

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Riscoprire il fascino della fatica. La collana “Weekend in cammino”, curata da Enrico Brizzi

 

Se c’è una cosa che, oggi come oggi, è incontrovertibile è che il mondo sia davvero piccolo. Si può essere in un’ora e mezza al mare, andare a pranzo a Parigi ed essere tranquillamente a casa per cena. Il Giappone è a meno di una giornata d’aereo. La dimensione del viaggio, inteso come spostamento, è ridotta alle code per il check-in e ai collegamenti tra aeroporto e città. Per il resto è una più o meno comoda poltrona mentre il mondo ci scivola intorno.

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Moresco: “Lo strega? Un gioco truccato”. La risposta di Albinati

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Antonio Moresco

Il retroscena

Ognuno si comporta di fronte alla sconfitta in modo diverso: c’è chi non perde tempo e reagisce immediatamente, chi si rifugia in un silenzio sepolcrale e c’è chi, invece di accettare che il corso degli eventi possa aver preso una piega tanto sfortunata, va all’attacco o di chi ha avuto la meglio o del sistema che l’ha obbligato a prendere posto nella schiera degli sconfitti – rigorosamente più affollata di quella dei vincitori. Antonio Moresco, autore de L’addio (Giunti), era riuscito a conquistarsi un posto tra i dodici finalisti del premio Strega ma non ha superato la fase successiva: il suo romanzo non compare tra la cinquina finalista. Moresco non ha accettato la sconfitta e ha accusato il Premio di essere un “gioco truccato”. Viziata è, a suo parere, la modalità di selezione della giuria, troppo influenzabile dalla casa editrice. Si è inoltre detto risentito per il «fatto di non essere stato neppure ritenuto degno di entrare nella cinquina degli attuali finalisti» e nota che tutti i finalisti abitano a Roma.

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Edoardo Albinati

La risposta

Edoardo Albinati, autore de La scuola cattolica (Rizzoli), guida la cinquina ed è di tutt’altra opinione rispetto a Moresco, dopo il passaggio alla seconda fase del Premio. Ha infatti dichiarato all’ANSA: «Sono arrogante al punto di affermare che se ho ricevuto tutti quei voti è per merito mio e del mio libro, non per l’importanza del mio editore», con evidente riferimento proprio a Moresco. «Sono rimasto tutta la vita lontano dai giochi di potere. Insegno in carcere, scrivo libri da anni: io il riflesso di tutto questo potere non lo vedo».