Senza eroi non sappiamo quanto lontano possiamo andare

Senza eroi, siamo tutti gente ordinaria, e non sappiamo quanto lontano possiamo andare, scrisse una volta Bernard Malamud. Ed è proprio a questo che penso incamminandomi verso BASE. Sceso dall’autobus ho chiuso Il processo di Kafka, e senza rendermene conto mi ritrovo a immaginare K. chiedere a Dylan di investigare sul processo che lo vede protagonista.

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Mater dolorosa, mater morbi, ora pro nobis. Il Dylan Dog dei 30 anni

Dylan Dog n° 361, sceneggiatura di Recchioni, disegni e colore di Cavenago, copertina di Stano. Trent’anni di Dylan.

Dylan sta male. Il respiro corto, ardente, agitato, la pelle che scotta e stringe, dannata, le ossa, il dolore scorre indomito nelle vene e, Giuda ballerino, quanto fa male. Tutto è dolore: la vita, la morte, il tuo corpo marcio e fradicio fino al midollo, trascinato ogni giorno, in ogni strada. Dylan: finto sano, autentico moribondo.

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Proiettili d’argento, violenza e assurdo. “Le ragazzine stanno perdendo il controllo” di Ratigher

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Castracani è una ragazzina intelligente, vivace e riottosa, sempre pronta a fare a pugni con tutti, insolente e priva di rispetto per chiunque. La terribile adolescente sembra risparmiare, sebbene non del tutto, solo la migliore amica Motta, grassottella, timida ed impacciata. Le due ragazze, orgogliosamente emarginate dagli altri compagni, condividono una passione alquanto peculiare: aghi, disinfettanti ed esami medici brillano ai loro occhi di una bellezza inaudita. Grazie ad un abile raggiro orchestrato dalla furba Castracani, la vita delle due amiche sarà autenticamente scandita da analisi, iniezioni e TAC bramate come un’esperienza mistica. Questo passatempo poco comune, una volta scoperto dai gentori delle adolescenti, ne determinerà la separazione forzata, mentre il misterioso ricovero di una delle due in ospedale aprirà il sipario su un finale assolutamente inaspettato, incoerente, al di fuori di ogni schema prestabilito o ipotizzabile.

Tre punti di vista inconciliabili

Ratigher racconta la storia di tre punti di vista inconciliabili: se da un lato si parla di genitori distanti dai figli e di adolescenti inevitabilmente tutti uguali, dall’altra esplode lo sguardo di Castracani e Motta, schietto, disincantato e violento. Sottoporsi ad un esame dopo l’altro diventa allora un modo per conoscere se stesse ed il mondo circostante: è insomma la loro arma. Sveglie, consapevoli, e ribelli al tempo stesso, possono esplodere da un momento all’altro; su una terra bruciata e riarsa, si staglia allora il profilo delle due amiche in tutta la loro forza: «We are not girls. We are silver bullets for your moddle-class brains!».

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Tra gialli acidi e rossi infuocati

Il tratto grottesco e spigoloso dell’Autore parla di un nucleo di rivolta sanguigno e viscerale al limite della nevrastenia; brillano i gialli acidi ed i rossi infuocati delle tavole in cui si narrano le avventure di Castracani e Motta. Resta invece opaco e scialbo il verde con cui Ratigher dipinge la vita dei compagni di scuola dalle due: blando principio di inerzia, esistenza ridotta al minimo.

Una società criticata ma mai scalfita

Questo fumetto dal titolo logorroico racconta dunque di una violenza spettacolare ed intensa, rivolta verso una società sempre criticata e mai scalfita. Eppure questa insostenibile tensione non ha veramente un obiettivo; tutta la violenza che accompagna il lettore di pagina in pagina è pura anarchia incarnata, paga di sé e autodistruttiva: poco prima di giungere ad una risoluzione definitiva, la narrazione non regge più ed esplode su se stessa, lasciando il posto ad un vuoto assurdo ed inspiegabile. Azzurro.

“Le ragazzine stanno perdendo il controllo” è scaricabile gratuitamente al seguente link (è tutto legale!).

Ratigher è l’autore della sceneggiatura dell’ultimo numero di Dylan Dog (n. 351).