Quella volta che Tolstoj e Dostoevskij si trovarono nella stessa stanza

San Pietroburgo, inverno 1878. Fuori la neve, il gelo e il buio di un febbraio russo. Molti letterati, filosofi, poeti, si sono rifugiati nel caldo salotto di Soljanyj Gorodok, ammantato di arazzi di seta e quadri di Brjullov incorniciati d’oro. In fondo alla sala un ampio tavolo colmo di cibo e bevande (probabilmente liquori e vodka forte, di alta qualità). Il filosofo Vladimir Solov’ëv tiene una delle sue abituali conferenze filosofiche. Lev Tolstòj, in prima fila, nell’ angolo, si tocca nervosamente la barba, suo unico mezzo di mascheramento.

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Il senso di una profonda amicizia nel secolo delle distanze, delle lettere e degli amori struggenti

La penna di Jan Brokken, già autore di Anime Baltiche (recensione qui), questa volta si concentra su un periodo ben preciso della vita del grande scrittore Dostoevskij che, a meno di 30 anni si trova accusato per le sue idee troppo liberali, spedito in Siberia in un campo di lavoro e poi condannato al confino come cadetto militare fino alla sua morte. Continua a leggere “Il senso di una profonda amicizia nel secolo delle distanze, delle lettere e degli amori struggenti”