Chissà dove sono finiti tutti quei grilli che cantavano la notte

Una storia che ha il sapore di ciò che è stato e che mai più potrà essere, questo è il racconto di Massimo Corci, classe 1960, ex carrozziere, ora giardiniere, che un giorno ha preso in mano la penna e ha cominciato a scrivere. E ha scritto per mesi. D’altra parte d’inverno c’è poco lavoro per chi si occupa di piante e giardini e Max ha avuto il tempo di fermarsi, ripensare alla propria infanzia, radunare i ricordi e raccontare. Il computer non lo sa usare, va in giro con un cellulare degli anni Novanta che fa quello che facevano i telefoni prima di diventare smart: chiamare e mandare messaggi. Così, come Mauro Corona, uno degli scrittori che ama di più, ha affidato a qualcun altro (sua moglie) il compito di trascrivere a macchina ciò che aveva fissato su carta. Non a caso, alla fine, scrive:

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