Leggere e innamorarsi ogni volta

Io leggo tanto. Ho una foto della mia libreria che lo può testimoniare. E scrivo quanto basta. Ho pagine intere di tragicomici struggimenti adolescenziali; pensieri fermati negli anni su pezzi di carta e tovagliolini; qualche racconto. Non sono Philip Roth, lo devo ammettere, ma andiamo! di scrittori che hanno avuto un’illuminazione tardiva ce ne saranno. Confido in questo.

Il punto è che leggo, scrivo e sono certa di quello che vorrei dire in questo articolo, o meglio, ne ero assolutamente certa finché non ho aperto il mio bel blocchetto intonso, ho preso la mia penna preferita ..e.. panico.

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Il culto dell’esagerazione: quando una storia si confonde con l’esercizio di stile dello scrittore

Ho letto Una vita come tante di Hanya Yanagihara in una decina di giorni; avevo comprato il libro in lingua originale nel 2015, alla sua uscita, ma ho aspettato quasi due anni prima di affrontarlo. In Italia è stato pubblicato da Sellerio con una copertina a dir poco emblematica. Quando, su Instagram, ho iniziato a notare l’aumento di fotografie e recensioni riferite a questo fenomeno letterario mi sono detta che forse era arrivato il momento di approcciarlo. Continua a leggere “Il culto dell’esagerazione: quando una storia si confonde con l’esercizio di stile dello scrittore”

Cara Beat Generation, se mi ami, mi abbandoni

Sul bisogno e su un certo tipo di tacita necessità (anche fisica, elementare, spietata) che la Beat Generation alleghi alla prima adolescenza e al periodo liceale in particolare, ho ammorbato già tutti, qui e lì, mentre ci asciugavamo i capelli dopo l’ora di piscina, nel mio quartiere, a chi nel mio bar si interessava di letteratura. Perché, in fondo, la Beat Generation è come il morbillo, prima o poi si attacca addosso, diviene una specie di ossessione, poi passa.

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Se amo, amo per sempre. “La separazione del maschio” di Francesco Piccolo

È stato talmente bello leggere “La Separazione Del Maschio” che, arrivata all’ultima pagina, mi sono chiesta se leggerla e finire il libro, oppure se tenermela per il giorno dopo, così da poter riprendere la storia in mano.
Alla fine ho deciso di leggerla subito, e ora mi trovo a combattere con la depressione totale che spesso un lettore prova quando chiude un libro bellissimo. Per fortuna si può rileggere e allora – lo so già – “La Separazione Del Maschio” meriterà presto una seconda lettura. Continua a leggere “Se amo, amo per sempre. “La separazione del maschio” di Francesco Piccolo”

Struggente e malinconico, “Amore” di Inoue Yasushi

Di Inoue Yasushi (1907 –1991) abbiamo già parlato a proposito della sua opera probabilmente più conosciuta in Italia, “Il fucile da caccia” (trovate la recensione qui). Oggi ci vogliamo invece soffermare su “Amore”, pubblicato per la prima volta in patria nel 1959, che presenta forti analogie con l’opera sopra citata: stesso editore (Adelphi), stessa collana (Mini) e stessa struttura: tre racconti brevi che trattano tematiche simili.

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