BergamoScienza: il sapere a portata di tutti. Gli eventi del weekend

BERGAMO – Immaginatevi di vedere paesaggi spettacolari, di poter assistere in prima persona alle meraviglie della natura, di sondare la materia nelle sue più piccole particelle e di ritrovarvi poi nello spazio tra stelle, pianeti e comete. Immaginate di poter fare tutto questo in pochi giorni, guidati da persone esperte, professori, scrittori, premi Nobel, ma soprattutto giovani entusiasti e talentuosi. Immaginatevi di poterlo fare nella piccola ma pittoresca cittadina di Bergamo, spostandovi velocemente da una parte all’altra della città, divertendovi e imparando. Ora immaginate tutto questo a vostra disposizione gratuitamente. No, non si tratta di una puntata di Super Quark, ma degli eventi a cui realmente potrete partecipare.

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La realtà supera la fantasia. BergamoScienza 2016

BergamoScienza è un Festival di divulgazione scientifica che dal 2003 coinvolge la città di Bergamo proponendo un programma fitto di eventi gratuiti. Lo scopo è portare la scienza “in piazza” e renderla fruibile a tutti, soprattutto ai giovani e alle scuole. BergamoScienza torna per la sua XIV edizione, da sabato 1 a domenica 16 ottobre, per raccontare le frontiere della conoscenza, per ricordarci che la realtà supera la fantasia, che la scienza è innanzitutto dubbio, discussione e gioco, e che l’ignoto è più prezioso di quello che conosciamo, perché può aprire nuovi orizzonti.

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Premio Strega 2016. Un elogio spudorato a “La scuola cattolica” di Albinati

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L’anno scorso Nicola Lagioia ci ha colpito per la sua cruda e agghiacciante narrazione de La Ferocia, un libro che, pur eccedendo in stilismi, si è aggiudicato lo Strega con una scrittura verace dandoci in pasto una storia ‘cattiva’. Ieri, invece, giorno della cerimonia di premiazione, l’alloro è passato sulla testa di Edoardo Albinati, insegnante nel carcere di Rebibbia e scrittore già noto, in circoli piuttosto indipendenti, per le sue storie ‘dal vero’ assai atmosferiche, ambientate spesso nella capitale.

Il libro dell’anno

La Scuola Cattolica, a mio modesto parere, può anche essere incoronato libro dell’anno 2016 senza dubbio alcuno, sia per la sua varietà di argomenti che per la scrittura sublime. Il tomo potrebbe scoraggiare anche i più voraci lettori ma nessuna delle quasi 1300 pagine di cui è composto può dirsi sacrificabile. Ma cosa ci racconta in modo cosi prolifico il nostro autore?

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Torturatori annoiati dalla vita

Il nocciolo centrale che fa da spunto al resto dell’opera è il famoso e tremendo delitto del Circeo che sconvolse, negli anni ’70, la Roma ‘bene’ e tutta Italia: giovani ragazzi borghesi che assumono le vesti di torturatori annoiati dalla vita, giovani donne di più bassa estrazione sociale, vittime di soprusi e abusi inumani. Albinati sa chi sono gli autori del crimine, in quanto suoi ex-compagni di scuola. Conosce l’ambiente nel quale sono cresciuti e in cui è diventato adulto anche lui. Sa cosa significhi essere ragazzo in un quartiere benestante, in una città lenta e politicizzata, in una scuola di preti, dove sono ammessi solo i maschi e le ragazze paiono lontane, da conquistare e prima di tutto, da trovare.

Uomini che odiano le donne

Lo spazio fisico e ancor di più metaforico che distanzia le donne dagli uomini, qui, assume un ruolo fondamentale ed esplicativo dei brutali tentativi di avvicinamento e appropriazione, come se la trasformazione del soggetto desiderato in oggetto ed il suo uso noncurante possano in qualche modo esorcizzare il trauma di alcuni riti di passaggio.

Un libro diretto e puro

Adolescenza, sesso, violenza, religione, denaro, amicizia, relazioni, eventi storici, fascismo, ideologia, personaggi epici e unici. Di questo si compone un libro che è intenso, reale, concreto, enciclopedico, bellissimo e duro. Un libro scritto in modo magistrale, che si distende senza fatica alcuna, come la narrazione dell’esistenza di tutti, con naturalezza e semplicità sebbene tratti di argomenti profondi e per nulla superflui. È raro, quasi impossibile trovare libri che sappiano esprimersi in modo così diretto e puro, senza frivolezze estetiche o azzardi stilistici.

Questo libro merita il plauso della critica tutta e dovrebbe utopisticamente essere letto da chiunque ‘abbia fame’.

Moresco: “Lo strega? Un gioco truccato”. La risposta di Albinati

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Antonio Moresco

Il retroscena

Ognuno si comporta di fronte alla sconfitta in modo diverso: c’è chi non perde tempo e reagisce immediatamente, chi si rifugia in un silenzio sepolcrale e c’è chi, invece di accettare che il corso degli eventi possa aver preso una piega tanto sfortunata, va all’attacco o di chi ha avuto la meglio o del sistema che l’ha obbligato a prendere posto nella schiera degli sconfitti – rigorosamente più affollata di quella dei vincitori. Antonio Moresco, autore de L’addio (Giunti), era riuscito a conquistarsi un posto tra i dodici finalisti del premio Strega ma non ha superato la fase successiva: il suo romanzo non compare tra la cinquina finalista. Moresco non ha accettato la sconfitta e ha accusato il Premio di essere un “gioco truccato”. Viziata è, a suo parere, la modalità di selezione della giuria, troppo influenzabile dalla casa editrice. Si è inoltre detto risentito per il «fatto di non essere stato neppure ritenuto degno di entrare nella cinquina degli attuali finalisti» e nota che tutti i finalisti abitano a Roma.

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Edoardo Albinati

La risposta

Edoardo Albinati, autore de La scuola cattolica (Rizzoli), guida la cinquina ed è di tutt’altra opinione rispetto a Moresco, dopo il passaggio alla seconda fase del Premio. Ha infatti dichiarato all’ANSA: «Sono arrogante al punto di affermare che se ho ricevuto tutti quei voti è per merito mio e del mio libro, non per l’importanza del mio editore», con evidente riferimento proprio a Moresco. «Sono rimasto tutta la vita lontano dai giochi di potere. Insegno in carcere, scrivo libri da anni: io il riflesso di tutto questo potere non lo vedo».

I ragazzi non si lasciano imbrogliare. Rossana Campo, vincitrice del Premio Strega giovani

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Forse è più difficile scrivere per i ragazzi che per gli adulti. I ragazzi sono più svegli, sinceri e autentici. Non puoi imbrogliarli. E se la Campo è stata apprezzata così tanto dagli adolescenti che l’hanno eletta vincitrice del Premio Strega giovani 2016 è stato perché ha avuto il coraggio di porsi quelle domande esistenziali che tra i 14 e i 18 anni ci poniamo con più insistenza. Queste questioni poi, nove volte su dieci, semplicemente passano in secondo piano. Quando finalmente arriva il momento di coricarci siamo così stanchi che l’unico nostro desiderio è smettere di pensare.

Dove troverete un padre come il mio?

Il protagonista di Dove troverete un padre come il mio (Ponte alle Grazie 2015) è un padre (il padre dell’autrice) sempre ubriaco, un carabiniere ripudiato dall’arma per subordinazione, abituato a scomparire da casa e a tornare diversi giorni dopo per picchiare la moglie, anche se poi si pente. Il racconto  di questo personaggio – e credo che sia proprio questo aspetto ad essere stato apprezzato particolarmente dai ragazzi – finisce per diventare «riflessione (anzi indagine) sul senso della vita, è una domanda su dove sta la realtà. E’ un primo passo verso il possibile recupero del reale», come ha scritto Angelo Guglielmi su «La Stampa» (29/9/2015). Poco importa se la realtà scoperta è grigia o addirittura nera: resta una rivelazione.

Profilo dell’autrice

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Fotogramma del film In principio erano le mutande (1999)

Una rivelazione è stato anche il primo romanzo della Campo, uscito per Feltrinelli nel 1992 col titolo In principio erano le mutande, divenuto nel ’99 un film, girato da Ada Negri. Tantissimi sono i romanzi usciti negli anni seguenti, tra i quali figurano: Il pieno di super (Feltrinelli, 1993), Mai sentita così bene (Feltrinelli, 1995), L’attore americano (Feltrinelli, 1997), Il matrimonio di Maria (Feltrinelli, 1998), Più forte di me (Feltrinelli, 2007), Lezioni di arabo (Feltrinelli, 2010), Felice per quello che sei – Confessioni di una buddista emotiva (Mondadori, 2015), Il posto delle donne (Ponte alle Grazie, 2013), Fare l’amore (Ponte alle Grazie, 2014). Vive tra Roma e Parigi. Rossana Campo intervalla il lavoro di scrittrice a quello di pittrice.