“È solo nei dettagli che riesco a sentirmi almeno un po’ al sicuro…”

È martedì. Ha piovuto tutto il giorno e l’aria è fresca; per qualche ora il primo caldo afoso di giugno ha dato requie. Seduta a un tavolino esterno della Libreria Verso in corso di Porta Ticinese a Milano, mi godo il passeggiare della gente sorseggiando una spremuta di arancia con ghiaccio e dando apprezzatissimi morsi ad un canelés. Alle 19.00 in punto inizierà l’incontro con Fredrik Sjöberg, in giro per l’Italia a presentare il suo nuovo libro, L’arte della fuga, sempre edito da Iperborea. A fare da mediatore ci sarà Matteo Bordone. Continue reading ““È solo nei dettagli che riesco a sentirmi almeno un po’ al sicuro…””

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Il regno degli abissi, il regno dei cieli e la sete di conoscenza dell’umanità

Saper raccontare storie è un dono incommensurabile; saperle raccontare bene provoca, in chi le ascolta o ne legge, un senso di euforico piacere, un appagamento raro, uno scaturire di endorfine leggiadre.  Quando poi le storie sono vere e sono belle, interessanti, intelligenti, profonde e curiose, per quanto mi riguarda, succede qualcosa di molto simile a un’illuminazione: nel cervello si sente un POP allegro, si apre uno spazio infinitesimale, impossibile da calcolare scientificamente, uno spazio con la forma esatta di quella storia che, accoccolatasi bella comoda, non si smuoverà più dal suo posto. Continue reading “Il regno degli abissi, il regno dei cieli e la sete di conoscenza dell’umanità”

A chi si sente perso

C’era una volta un ragazzo italoamericano che sognava di fare lo scrittore. Lungo il corso della sua vita ha scritto centinaia di pagine tanto belle da farti venire le lacrime agli occhi ma se ne è andato insoddisfatto. Per vivere faceva lo sceneggiatore a Hollywood, eppure anche quando la malattia l’ha costretto a letto ha continuato a fare ciò che forse lo faceva stare più bene: scrivere, dettando a sua moglie il suo ultimo romanzo. Parlo di John Fante, anche se il suo nome, ai fini del discorso è del tutto irrilevante. Ciò che mi interessa è tentare di capire perché non fosse felice, cosa lo rendesse insoddisfatto. Lui che ha scritto romanzi indimenticabili, lui che aveva una famiglia che lo amava, tutte le carte in regola per spegnere la sua inquietudine.

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Il culto dell’esagerazione: quando una storia si confonde con l’esercizio di stile dello scrittore

Ho letto Una vita come tante di Hanya Yanagihara in una decina di giorni; avevo comprato il libro in lingua originale nel 2015, alla sua uscita, ma ho aspettato quasi due anni prima di affrontarlo. In Italia è stato pubblicato da Sellerio con una copertina a dir poco emblematica. Quando, su Instagram, ho iniziato a notare l’aumento di fotografie e recensioni riferite a questo fenomeno letterario mi sono detta che forse era arrivato il momento di approcciarlo. Continue reading “Il culto dell’esagerazione: quando una storia si confonde con l’esercizio di stile dello scrittore”

“L’ultima estate italiana”. L’intervista a Omar Gamba

Il panorama editoriale italiano è costituito da una folta schiera di autori esordienti che, assecondando la propria passione per la scrittura, riescono a raggiungere l’obiettivo di vedere pubblicato un proprio manoscritto. Da questo intricato sottobosco emergono poi alcuni autori che, dotati non solo di talento nell’inventare storie ma anche di una buona dose di perseveranza, si rivolgono a una schiera sempre più vasta di lettori.

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