Un seducente abbandono. Per i deserti americani insieme a Giorgio Vasta

Per cause di forza maggiore ci ho messo un po’ prima di terminare il libro Absolutely nothing, storie e sparizioni nei deserti americani di Giorgio Vasta e Ramak Frazel. La recensione sarebbe dovuta uscire appena dopo l’estate, quando le persone hanno ormai soddisfatto la loro voglia di mare, ombrellone, e tramonti sulla spiaggia, ma non sono ancora pronti a ricominciare la routine. Quello che servirebbe è un altro viaggio, o meglio una fuga disorganizzata, senza bambini schiamazzanti e senza i soliti orari (colazione disponibile dalle 8:30 alle 10:30, ore 11:00 corso di acquagym, ore 12 torneo di freccette, ore 13:00 meglio andare a mangiare, che dalle 12:00 alle 16:00 è sconsigliato stare al sole). Ebbene, questo libro sarebbe stato un toccasana per quella voglia di evasione settembrina per chi come noi non è (o non è ancora) scrittore, fotografo o architetto cui è permesso girare il mondo per lavoro.

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Senza eroi non sappiamo quanto lontano possiamo andare

Senza eroi, siamo tutti gente ordinaria, e non sappiamo quanto lontano possiamo andare, scrisse una volta Bernard Malamud. Ed è proprio a questo che penso incamminandomi verso BASE. Sceso dall’autobus ho chiuso Il processo di Kafka, e senza rendermene conto mi ritrovo a immaginare K. chiedere a Dylan di investigare sul processo che lo vede protagonista.

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Il cuore nero di Milano non luccica come la Madonnina nella notte

Non so voi, ma io da un romanzo pretendo una storia che mi appassioni, scritta in un linguaggio autentico, ricca di informazioni che non possiedo. E, soprattutto, ore di immersione totale. Bene, Gianluca Ferraris con “Shaboo” (Novecento editore) è riuscito a darmi tutto questo.

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La vita segreta di una laureata italiana (in cerca di lavoro)

Il primo curriculum che ho scritto era così caotico e straripante di informazioni che penso nessuno lo abbia letto. Come molti, a qualche mese dalla laurea, ho iniziato a cercare lavoro. Inizialmente mi sono iscritta a tutti i siti di ricerca e reclutamento possibili, in modo tale che ogni giorno mi arrivassero almeno trenta mail tra Monster, Indeed et similia. Non mi è ancora ben chiaro perché mi inviassero proposte di lavoro come fresatore. Mi sono anche iscritta a Linkedin e ci ho solo guadagnato un vispo cinquantenne, mai visto nella vita reale, che ogni tanto mi scrive “ei come va????? Relax????”

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Siamo tutti fottuti

Quando qualche amico compie gli anni, sono solita dire: -Alla tua età Alessandro Magno aveva un impero che si estendeva dalla Macedonia all’India. A tale affermazione di solito seguono risate deboli e finte perché è una battuta pessima. Ultimamente, però, questa impareggiabile gag sta iniziando a crearmi disagio perché ho 25 anni e c’è poco da ridere. Ero sicura che diventare adulta sarebbe stato fantastico, invece sto annaspando in un guazzabuglio di ansie, dubbi ed incertezze. E mentre boccheggio, vedo che tanti miei coetanei faticano a stare a galla.

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