Condividere porta verso l’alto. Geografie sul Pasubio 11-14/7/2017

Non sapevo bene che titolo usare per questo articolo; non sapevo nemmeno se scriverlo, l’articolo, perché pensavo sarebbe stato complesso. Ogni volta che torno da un viaggio, breve o lungo che sia, le immagini e le sensazioni attorno alle quali mi sono avvolta vorrebbero restare accucciate in me, protette, intonse, non ragionate, pure. Il racconto dell’esperienza è già un’esternazione: trasformare in parole ciò che si è vissuto, con il rischio che il significato venga percepito come diverso da quello che si voleva intendere. Continua a leggere “Condividere porta verso l’alto. Geografie sul Pasubio 11-14/7/2017”

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Quella volta che Tolstoj e Dostoevskij si trovarono nella stessa stanza

San Pietroburgo, inverno 1878. Fuori la neve, il gelo e il buio di un febbraio russo. Molti letterati, filosofi, poeti, si sono rifugiati nel caldo salotto di Soljanyj Gorodok, ammantato di arazzi di seta e quadri di Brjullov incorniciati d’oro. In fondo alla sala un ampio tavolo colmo di cibo e bevande (probabilmente liquori e vodka forte, di alta qualità). Il filosofo Vladimir Solov’ëv tiene una delle sue abituali conferenze filosofiche. Lev Tolstòj, in prima fila, nell’ angolo, si tocca nervosamente la barba, suo unico mezzo di mascheramento.

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Il culto dell’esagerazione: quando una storia si confonde con l’esercizio di stile dello scrittore

Ho letto Una vita come tante di Hanya Yanagihara in una decina di giorni; avevo comprato il libro in lingua originale nel 2015, alla sua uscita, ma ho aspettato quasi due anni prima di affrontarlo. In Italia è stato pubblicato da Sellerio con una copertina a dir poco emblematica. Quando, su Instagram, ho iniziato a notare l’aumento di fotografie e recensioni riferite a questo fenomeno letterario mi sono detta che forse era arrivato il momento di approcciarlo. Continua a leggere “Il culto dell’esagerazione: quando una storia si confonde con l’esercizio di stile dello scrittore”

I disabili si aiutano non a diventare normali, ma se stessi: la testimonianza delle famiglie Pontiggia e Suskind

Non credo più tanto alle coincidenze, per me sono solo due o più eventi fortuiti e dovremmo anzi stupirci che ce ne siano così poche, viste le milioni di possibilità che il mondo offre. Ma settimana scorsa ho creduto davvero che l’universo, se ben interrogato, ha sempre qualcosa da dirci e materiale su cui farci riflettere. Continua a leggere “I disabili si aiutano non a diventare normali, ma se stessi: la testimonianza delle famiglie Pontiggia e Suskind”

Luoghi letterari metafora dei luoghi dell’anima

Ho scoperto Dino Buzzati grazie a “Il Deserto dei Tartari”, ancora oggi il mio romanzo preferito in assoluto. Da allora non l’ho più abbandonato. Dopo aver letto “Bàrnabo delle montagne” e “Sessanta Racconti” è stata la volta di “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”: di diversa impronta, dai toni più leggeri, mascherato come un semplice racconto per bambini è, in realtà, sorprendente, sottilmente ironico e pieno di significato. Continua a leggere “Luoghi letterari metafora dei luoghi dell’anima”