Un’umanità piccola e misera. “Il rapporto di Brodeck vol. 2” di Manu Larcenet

Lo scorso 16 marzo è uscito per Coconino press il rapporto di Brodeck vol. 2, che è un riadattamento dell’omonimo bestseller di Philippe Claudel. L’autore narra di un piccolo villaggio montano situato a confine tra Francia e Germania nell’immediato secondo dopoguerra. Uno straniero da poco trasferitosi in quel luogo viene trovato assassinato. Brodeck, un ex deportato scampato ai lager e tornato al paese, viene incaricato di fare chiarezza sul caso e di stilarne il rapporto. A questo punto la vicenda si perde in un labirinto asfittico di paure, pregiudizi, follie umane. Sopra di tutto e tutti, maestosa e ferina, una natura immensa e muta.

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L’estetica del Giappone, terra di fascino

Tra fiere, scambi e acquisti mi sono capitati tra le mani tre libri particolarmente belli e interessanti ambientati in quel Paese lontano che prima o poi dovrò visitare: il richiamo sta diventando forte e, grazie alle ultime letture, mi sono convinta che il Giappone mi vedrà sua ospite in futuro. Continua a leggere “L’estetica del Giappone, terra di fascino”

Kurt Cobain, l’alieno che per primo ha parlato di una gioventù fragile e a disagio

Quando avevo 14 anni ero innamorata persa di Kurt Kobain. Gli ormoni adolescenziali mi impedivano di soffermarmi sul fatto che il leader dei Nirvana fosse un tossico forse maleodorante con evidenti crisi depressive ed un sacco di maglioni color vomito spelacchiati. La voce roca ed i capelli unti hanno una forza che voi umani non potete nemmeno immaginare e la maggior parte dei lettori concorderà con me. A mulatto, an Albino/A mosquito, my libido, yeah

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Storie intime, delicate e silenziose. GIPI in mostra a Bruxelles

A Gianni Pacinotti aka Gipi è stata dedicata una mostra al Musée de la bandé dessinnée di Bruxelles che rimarrà aperta al pubblico dal 14 febbraio al 3 settembre 2017. L’esposizione prende il nome di Gipi, ou la force de l’émotion. Gipi non è di certo un nome nuovo all’interno dell’orizzonte italiano e vanta alle sue spalle numerose opere ben riuscite, indi per cui l’approdo ad una mostra personale è un traguardo tanto alto quanto dovuto e giusto.

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Un inferno grottesco, silenzioso, pastello. “Beverly” di Nick Drnaso

Già Pirandello nei Sei personaggi in cerca d’autore scriveva:

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno il suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo d’intenderci; non c’intendiamo mai!

Proprio l’incomunicabilità è la protagonista incontrastata di Beverly, opera d’esordio dell’americano Nick Drnaso, pubblicata in Italia da Coconino Press lo scorso ottobre.

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