Chissà dove sono finiti tutti quei grilli che cantavano la notte

Una storia che ha il sapore di ciò che è stato e che mai più potrà essere, questo è il racconto di Massimo Corci, classe 1960, ex carrozziere, ora giardiniere, che un giorno ha preso in mano la penna e ha cominciato a scrivere. E ha scritto per mesi. D’altra parte d’inverno c’è poco lavoro per chi si occupa di piante e giardini e Max ha avuto il tempo di fermarsi, ripensare alla propria infanzia, radunare i ricordi e raccontare. Il computer non lo sa usare, va in giro con un cellulare degli anni Novanta che fa quello che facevano i telefoni prima di diventare smart: chiamare e mandare messaggi. Così, come Mauro Corona, uno degli scrittori che ama di più, ha affidato a qualcun altro (sua moglie) il compito di trascrivere a macchina ciò che aveva fissato su carta. Non a caso, alla fine, scrive:

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“Il caso Kellan”, il ritorno di Franco Vanni (uno scrittore da tenere d’occhio)

Esce domani in libreria per Baldini+Castoldi “Il caso Kellan”, il nuovo romanzo di Franco Vanni. Dopo il bell’esordio nel 2015 con “Il clima idea” (di cui ho scritto con entusiasmo all’uscita), Vanni, classe 1982, cronista giudiziario a «la Repubblica», torna a raccontare con un giallo una Milano intenta a nascondere sotto il tappeto i propri peccati. D’altra parte, le apparenze vanno sempre salvate.

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Enrico Brizzi, “Gli uomini come le montagne, maestosi e fragili”

Quando guardo le montagne, scrisse una volta Messner, ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte. E sono sempre di più le persone che hanno imparato ad ascoltare la voce delle alte vette, una voce limpida e autentica. Ne sono testimonianza gli autori, che sempre più scelgono di dar spazio nelle loro storie ai monti, e i lettori, che cercano quelle sollecitazioni che, forse, la città non è più in grado di dar loro. Ieri è stata presentata a Milano la 44esima edizione del Premio Itas del Libro di Montagna, il premio che celebra proprio le storie che hanno a che fare con la montagna. Per l’occasione abbiamo intervistato Enrico Brizzi, scrittore (autore, tra i tanti, del romanzo cult Jack Frusciante è uscito dal gruppo) e presidente della giuria del premio Itas.

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La difficile vita di un lettore qualunque all’alba del 2018

Contrariamente a quanto si possa pensare, la vita di un lettore non è per niente facile.

La lettura idealmente è un momento solitario, una pausa dal mondo esterno; almeno nella mia testa deve esserlo se fatta come si deve. Al contrario, se si riesce a interagire con il mondo meglio chiudere il libro e sceglierne un altro.

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Leggere e innamorarsi ogni volta

Io leggo tanto. Ho una foto della mia libreria che lo può testimoniare. E scrivo quanto basta. Ho pagine intere di tragicomici struggimenti adolescenziali; pensieri fermati negli anni su pezzi di carta e tovagliolini; qualche racconto. Non sono Philip Roth, lo devo ammettere, ma andiamo! di scrittori che hanno avuto un’illuminazione tardiva ce ne saranno. Confido in questo.

Il punto è che leggo, scrivo e sono certa di quello che vorrei dire in questo articolo, o meglio, ne ero assolutamente certa finché non ho aperto il mio bel blocchetto intonso, ho preso la mia penna preferita ..e.. panico.

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