Condividere porta verso l’alto. Geografie sul Pasubio 11-14/7/2017

Non sapevo bene che titolo usare per questo articolo; non sapevo nemmeno se scriverlo, l’articolo, perché pensavo sarebbe stato complesso. Ogni volta che torno da un viaggio, breve o lungo che sia, le immagini e le sensazioni attorno alle quali mi sono avvolta vorrebbero restare accucciate in me, protette, intonse, non ragionate, pure. Il racconto dell’esperienza è già un’esternazione: trasformare in parole ciò che si è vissuto, con il rischio che il significato venga percepito come diverso da quello che si voleva intendere. Continue reading “Condividere porta verso l’alto. Geografie sul Pasubio 11-14/7/2017”

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Il gioco di ruolo come esperienza di vita

Tra i titoli che spuntavano tra i 12 semifinalisti del Premio Strega di quest’anno, c’era anche La stanza profonda di Vanni Santoni. Di tutte le trame, questa mi sembrava la più stramba, sicuramente la più originale e, forse proprio per questo, era facile che non attirasse l’attenzione di tutti. Perché non a tutti interessa leggere un libro che tratta in gran parte del fenomeno dei giochi di ruolo (GDR). Continue reading “Il gioco di ruolo come esperienza di vita”

Quando un romanzo rimane muto

Il libro di Nicola Ravera Rafele, Il senso della lotta, edito da Fandango, fino al 14 giugno 2017 rientrava tra i 12 finalisti del Premio Strega di quest’anno. È stato poi escluso dalla cinquina dei più votati che vede in testa “Le otto montagne” di Paolo Cognetti (recensione qui),  l’unico tra i fortunati che al momento io abbia letto. Mi sono dedicata anche alla lettura de “Le cento vite di Nemesio” di Marco Rossari (recensione qui) e a “La stanza profonda” di Vanni Santoni di cui presto parlerò, sempre titoli che avevano passato il penultimo step verso uno dei premi letterari più noti e controversi del nostro Paese. Continue reading “Quando un romanzo rimane muto”

Raccontare l’anormalità della tragedia e del dolore

Non è facile parlare di Lampedusa, oggi. Non è facile parlarne con oggettività o senza seguire la vox populi. Non è facile capire quanti e quali significati abbia assunto quell’isola, quell’isola italiana piazzata in mezzo al mare, appollaiata su un lembo di placca terrestre che è più Africa che Europa. Sono usciti già alcuni libri sull’argomento e ne abbiamo parlato anche qua.   Siamo tristemente abituati (aggettivo orrendo) a vedere certe immagini al telegiornale, a leggere editoriali struggenti dopo un naufragio, articoli al vetriolo contro un’Europa assente, contro le modalità di accoglienza, contro il recupero dei gommoni e delle barche, contro un sistema che non riesce ad essere comprensibile in tutte le sue sfaccettature. Continue reading “Raccontare l’anormalità della tragedia e del dolore”

“È solo nei dettagli che riesco a sentirmi almeno un po’ al sicuro…”

È martedì. Ha piovuto tutto il giorno e l’aria è fresca; per qualche ora il primo caldo afoso di giugno ha dato requie. Seduta a un tavolino esterno della Libreria Verso in corso di Porta Ticinese a Milano, mi godo il passeggiare della gente sorseggiando una spremuta di arancia con ghiaccio e dando apprezzatissimi morsi ad un canelés. Alle 19.00 in punto inizierà l’incontro con Fredrik Sjöberg, in giro per l’Italia a presentare il suo nuovo libro, L’arte della fuga, sempre edito da Iperborea. A fare da mediatore ci sarà Matteo Bordone. Continue reading ““È solo nei dettagli che riesco a sentirmi almeno un po’ al sicuro…””