Un seducente abbandono. Per i deserti americani insieme a Giorgio Vasta

Per cause di forza maggiore ci ho messo un po’ prima di terminare il libro Absolutely nothing, storie e sparizioni nei deserti americani di Giorgio Vasta e Ramak Frazel. La recensione sarebbe dovuta uscire appena dopo l’estate, quando le persone hanno ormai soddisfatto la loro voglia di mare, ombrellone, e tramonti sulla spiaggia, ma non sono ancora pronti a ricominciare la routine. Quello che servirebbe è un altro viaggio, o meglio una fuga disorganizzata, senza bambini schiamazzanti e senza i soliti orari (colazione disponibile dalle 8:30 alle 10:30, ore 11:00 corso di acquagym, ore 12 torneo di freccette, ore 13:00 meglio andare a mangiare, che dalle 12:00 alle 16:00 è sconsigliato stare al sole). Ebbene, questo libro sarebbe stato un toccasana per quella voglia di evasione settembrina per chi come noi non è (o non è ancora) scrittore, fotografo o architetto cui è permesso girare il mondo per lavoro.

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Quella volta che Tolstoj e Dostoevskij si trovarono nella stessa stanza

San Pietroburgo, inverno 1878. Fuori la neve, il gelo e il buio di un febbraio russo. Molti letterati, filosofi, poeti, si sono rifugiati nel caldo salotto di Soljanyj Gorodok, ammantato di arazzi di seta e quadri di Brjullov incorniciati d’oro. In fondo alla sala un ampio tavolo colmo di cibo e bevande (probabilmente liquori e vodka forte, di alta qualità). Il filosofo Vladimir Solov’ëv tiene una delle sue abituali conferenze filosofiche. Lev Tolstòj, in prima fila, nell’ angolo, si tocca nervosamente la barba, suo unico mezzo di mascheramento.

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Michele Mari è tornato ed è leggenda

Un Michele Mari come non lo avete mai visto. Sentito, forse sì, data la sua nota propensione al racconto di eventi comici e non della sua vita alle presentazioni dei suoi libri. Letto, sicuramente, nella sua opera fino ad ora più autobiografica “Tu, sanguinosa infanzia”, ma anche parzialmente nelle sue poesie e in Asterusher. Nell’ultima fatica “Leggenda privata” però, troviamo qualcosa di più immediato e diretto di cui ha sperimentato l’efficacia con Asterusher, ovvero la fotografia. Continua a leggere “Michele Mari è tornato ed è leggenda”

I disabili si aiutano non a diventare normali, ma se stessi: la testimonianza delle famiglie Pontiggia e Suskind

Non credo più tanto alle coincidenze, per me sono solo due o più eventi fortuiti e dovremmo anzi stupirci che ce ne siano così poche, viste le milioni di possibilità che il mondo offre. Ma settimana scorsa ho creduto davvero che l’universo, se ben interrogato, ha sempre qualcosa da dirci e materiale su cui farci riflettere. Continua a leggere “I disabili si aiutano non a diventare normali, ma se stessi: la testimonianza delle famiglie Pontiggia e Suskind”

Una persona si giudica non dai libri che legge ma da quelli che rilegge

Una persona non si giudica dai libri che legge, ma da quelli che rilegge” ha detto Calvino. Rileggere un libro non è un’impresa facile, specialmente per i cosiddetti “super lettori” quali aspiriamo ad essere noi dello Scriptorium. Ma ci sono alcuni libri che davvero portiamo nel cuore, quelli che non avremmo mai voluto finire, di cui avremmo voluto rimandare per giorni la lettura dell’ultima pagina, portare indietro il tempo e poterli ricominciare da capo. Quei preziosi monili di carta somigliano alle amicizie durature, che si contano sulle dita di una mano e che se anche le nostre strade non si incrociano per mesi o anni, avranno sempre qualcosa da spartire con noi.

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