Tra fiamme e passioni estive: “Fronte del fuoco” di Michele D’Amore

Quando ho iniziato la lettura di questo libro, non avrei immaginato che potesse rivelarsi di così drammatica attualità. Non passa giorno infatti che non siamo bombardati dalle terribili immagini di enormi aree boschive del nostro Paese devastate dalle fiamme. Continue reading “Tra fiamme e passioni estive: “Fronte del fuoco” di Michele D’Amore”

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Un’opera “esemplare”. “L’anulare” di Yoko Ogawa

Di lei conosciamo poco, quasi nulla, neppure il nome. Sappiamo che è una ragazza giapponese, che ha lavorato in un’azienda che produce bibite, dove ha riportato un infortunio all’anulare, rimasto schiacciato negli ingranaggi di un macchinario (da qui il titolo dell’opera).

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“L’ultima estate italiana”. L’intervista a Omar Gamba

Il panorama editoriale italiano è costituito da una folta schiera di autori esordienti che, assecondando la propria passione per la scrittura, riescono a raggiungere l’obiettivo di vedere pubblicato un proprio manoscritto. Da questo intricato sottobosco emergono poi alcuni autori che, dotati non solo di talento nell’inventare storie ma anche di una buona dose di perseveranza, si rivolgono a una schiera sempre più vasta di lettori.

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Una pillola yiddish. “Sender Prager” di I.J. Singer

Prendete un eterno scapolone ebreo proprietario di un ristorante a Praga, una vedova, uniteli in matrimonio, aggiungete una manciata di giovani cameriere affrante, un rabbino dalle visioni conservatrici, i parenti della sposa colpiti da fanatismo religioso, salate quanto basta, mescolate il tutto per bene e stendete su una settantina di pagine formato 10,5 X 17,5 cm. Servite in tavola ancora caldo.

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I 10 classici che ci hanno annoiato a morte

La lettura de Il capitano è uscito a pranzo di Charles Bukowski (recensione qui) mi ha spinto a una riflessione insolitamente profonda. Ho pensato che il vecchio Charles ha avuto davvero molto coraggio non solo a vivere in quella maniera avventurosa, ma soprattutto ad ammettere nelle battute finali del libro, con estrema sincerità, di non apprezzare affatto due mostri sacri della letteratura Shakespeare e Tolstoj.

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