Mod non riesce a controllare certe pulsioni. Intervista a Corrado Ori Tanzi

Un uomo, una mattina come tutte le altre, si dirige verso lo studio commercialista presso cui lavora. Durante il tragitto, tuttavia, viene investito e la sua anima si addentra nell’aldilà. Giunta in una sorta di piazzale, accanto a sé conta trentatrè anime. Lui è la trentaquattresima, ma quando le altre vengono chiamate, lasciando quella provvisoria collocazione, l’uomo, il commercialista, il commercialista defunto, rimane escluso e comincia a camminare. Nessuno lo ferma e passo dopo passo finisce alle spalle di un ristorante, evidentemente di nuovo sulla terra. Si guarda allo specchio e quello che vede non è il suo volto, è più giovane, è più bello, il suo portafoglio è pieno di banconote. Nelle tasche dei pantaloni trova un foglio, su cui compaiono per pochi istanti alcune lettere vergate con l’inchiostro. «Ti chiamerai Mod», fa in tempo a leggere, prima che le parole scompaiano. Neanche il nome aveva conservato.

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La ragazza più bella di Genova. “La Superba” di Ilja Leonard Pfeijffer

All’ultima edizione del Festival della mente (Sarzana, settembre 2018) lo scrittore olandese Jan Brokken, parlando di un suo vecchio libro ambientato in Italia ma inedito nella nostra lingua, lamentava il fatto che alla nostra editoria i libri che parlano del nostro paese scritti da stranieri non vanno giù. L’idea che sta dietro questo pensiero, per altro tutt’altro che bizzarro, è che per parlare dell’Italia e, soprattutto, della nostra cultura l’autore deve essersi bagnato le vesti nell’Arno, nel Tevere o nell’Alcantara e deve avere sulle spalle un mutuo che estinguerà poco prima di svendere la casa a un prezzo stracciato. Continua a leggere “La ragazza più bella di Genova. “La Superba” di Ilja Leonard Pfeijffer”

La casa di famiglia (racconto)


Un uomo che non chiedeva mai niente, dopo cinquantasette lunghi anni, si ritrova costretto ad abbandonare la casa dov’è nato. Riempiendo gli ultimi scatoloni, la sera prima del trasferimento, cammina per le stanze, cercando di capire com’è arrivato tutto d’un fiato quel momento.

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Susanna Tamaro, “Voglio un mondo meno efficiente e più poetico”

Ci sono amicizie che salvano, che ti fanno capire che al mondo non sei solo. Persone che trasformano quelle stranezze che non smetti di rimproverarti in quei piccoli dettagli che, miscelati, fanno di te quello che sei davvero. L’amicizia tra la scrittrice Susanna Tamaro e il poeta Pierluigi Cappello era un’amicizia di questo genere. Lei soffre della sindrome di Asperger. Lui a sedici anni ha fatto un incidente che lo ha costretto a una vita di sofferenza fino alla sua dipartita, avvenuta il primo ottobre 2017.  «Mi ha insegnato che chi ama la vita trova sempre la forza di rinascere», ha raccontato Susanna Tamaro. «La vita, finché c’è, è troppo bella per essere abbandonata. Pierluigi quando si è ammalato non aveva alcuna intenzione di morire. Lui amava la vita e voleva vivere ancora. Ci si abitua a tutto se c’è l’amore».

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Comunità strappate, comunità alternative

SARZANA – Mentre il mondo si parcellizza, si fraziona, e a volte si sgretola, a Sarzana, alla quindicesima edizione del Festival della mente, si parla di comunità. Ma cosa significa oggi comunità? Questo è quello che si è chiesta Benedetta Marietti, la direttrice del Festival, che ha costruito il programma di questa edizione con l’obiettivo di fornire, attraverso gli eterogenei punti di vista dei relatori chiamati a parlare, strumenti nuovi per capire il presente e la realtà che ci circonda.

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