Susanna Tamaro, “Voglio un mondo meno efficiente e più poetico”

Ci sono amicizie che salvano, che ti fanno capire che al mondo non sei solo. Persone che trasformano quelle stranezze che non smetti di rimproverarti in quei piccoli dettagli che, miscelati, fanno di te quello che sei davvero. L’amicizia tra la scrittrice Susanna Tamaro e il poeta Pierluigi Cappello era un’amicizia di questo genere. Lei soffre della sindrome di Asperger. Lui a sedici anni ha fatto un incidente che lo ha costretto a una vita di sofferenza fino alla sua dipartita, avvenuta il primo ottobre 2017.  «Mi ha insegnato che chi ama la vita trova sempre la forza di rinascere», ha raccontato Susanna Tamaro. «La vita, finché c’è, è troppo bella per essere abbandonata. Pierluigi quando si è ammalato non aveva alcuna intenzione di morire. Lui amava la vita e voleva vivere ancora. Ci si abitua a tutto se c’è l’amore».

WhatsApp Image 2018-09-18 at 07.32.06 (1).jpgSi erano detti che avrebbero scritto un libro insieme, a quattro mani, ma il tempo è tiranno e non ebbero modo di avviare il progetto. Susanna, tuttavia, negli ultimi giorni di vita del poeta, promise all’amico che quel libro ci sarebbe stato comunque. E così ha fatto, per quanto sofferto e doloroso sia stato l’atto della scrittura. Una volta terminato, a pubblicare Il tuo sguardo illumina il mondo – questo è il titolo – ci ha pensato Solferino, la nuova casa editrice del gruppo RcS. In occasione dell’uscita, l’autrice ha incontrato i blogger insieme all’editor Michela Gallio.

«Leggevo i suoi libri, li amavo moltissimo», ha raccontato Susanna Tamaro, spiegando com’è nata l’amicizia tra lei e Pierluigi Cappello. «Volevo incontrarlo ma sono sempre stata molto timida e non avevo il coraggio di farmi avanti. Lo ammiravo da lontano. Poi mi hanno invitato a Pordenonelegge e mi hanno chiesto di presentare il suo libro per bambini, così ho colto la palla al balzo. Lì è nata un’amicizia molto particolare. Avevamo molte cose in comune, a partire dalla provenienza geografica. Io ho passato molto anni in Friuli, nelle zone dove lui ha vissuto».

Progetto senza titolo (2) (1).jpg
Susanna Tamaro e Michela Gallio

Si dicevano che sempre meno spazio veniva dedicato alla poesia, per quanto ce ne fosse un gran bisogno. Ma di rado parlavano di letteratura, preferendo discorrere di cucina, di insetti, dei ricordi di quel terremoto che fece tremare il Friuli nel 1976. Era un’amicizia molto profonda e leggera. «Quando parlavamo di poesia, ci scoprivamo preoccupati per il vuoto che la sua emarginazione creava. Contemplavamo il mondo con una certa inquietudine, questo mondo che vuole sempre l’efficienza e guarda solo al risultato».

Il loro rapporto con la letteratura è sempre stato viscerale ed eccentrico. Alle lettere si sono avvicinati per vie insolite, da autodidatti. «Forse per questo i nostri mondi erano così particolari, non assomigliavano a nulla. Per questa ragione ci siamo sentiti così vicini».

«Per quanto riguarda i miei libri, mi sono sempre sentita una mosca bianca, perché non ho mai fatto un libro uguale all’altro», ha raccontato l’autrice. «Ho fatto un libro vendutissimo (ndr. Va’ dove ti porta il cuore, 1994) e secondo la regola avrei dovuto fare per sempre brutte copie di quel libro, ma non sono quel genere di scrittrice. Sono sempre alla ricerca di nuovi orizzonti. Per esempio, mi piace scrivere libri per bambini, mi piace scrivere sulla società. Il problema è che il pubblico si è impigrito e un autore come me perde un po’ di lettori prendendo questa strada, ma chi rimane in sella è fedelissimo. Per me è stato molto difficile sopravvivere al successo, continuare a scrivere. Lunga è la lista dei miei detrattori. La gioia di scrivere me l’hanno tolta, ma la passione no. Con questo libro spero di ritrovare quella gioia perduta».

Il tuo sguardo illumina il mondo è una lunga lettera piena di affetto e ricordi, storie ed emozioni leggere come le farfalle che tanto ama l’autrice. Un libro che è anche l’occasione per parlare della sua adolescenza e della sua malattia, della bellezza della vita e della società a noi contemporanea. Di questo mondo rumorosissimo che non lascia spazio al silenzio. «In quanto esseri umani abbiamo tutti bisogno del silenzio e il rumore, fisico e mediatico, rischia di farci perdere l’equilibrio. Giro sempre con le cuffie per ripararmi dal baccano. Ho sempre amato il silenzio, benché sia sempre più difficile trovarlo. Viviamo in una bulimia di rumore che non lascia spazio alla poesia. Le parole belle, per nascere, hanno bisogno del silenzio».

Questo libro di Susanna Tamaro è un libro sull’adolescenza, la giovinezza e sulla fatica di crescere. Un libro poetico, che sicuramente sarebbe piaciuto all’amico Pierluigi Cappello, e che non smette mai di ricordare che i libri salvano la vita, anche quando cominciano a sembrare oggetti estinti e misteriosi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...