Alla ricerca dei capolavori sommersi. L’operazione epica di Laurana Reloaded

In fin dei conti, è sempre una questione di tempo. Un amore che sarebbe potuto essere e non è stato, una storia venuta troppo presto o troppo tardi, una dilazione non concessa, un incontro mancato per pochi secondi. Un libro, per esempio, si trova a fronteggiare quotidianamente la sua personalissima sfida contro il tempo, quel tempo che lo vuole relegare in un magazzino sepolto dalla polvere e nell’oblio più profondo. Pochi sono quei libri che riescono a sopravvivere. Per la maggior parte finiscono sommersi sotto centinaia di metri cubi di indifferenza, dove nuotare, anche per i più esperti, è cosa alquanto ardua.

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Demetrio Paolin

Eppure, ci sono operazioni epiche che tentano di combattere quel canone così poco condiviso eppure tanto inesorabile nella sua selezione. O sei dentro o sei fuori. Laurana Reloaded, una collana di narrativa per anni curata da Marco Drago e ora presa in mano da Demetrio Paolin, tenta la difficile impresa. L’idea originaria era quella di recuperare una serie di romanzi usciti tra i ’90 e i 2000 che sono stati accolti molto bene dalla critica e dal pubblico e poi sono usciti di catalogo per le più diverse (e spesso insondabili) ragioni. La scelta della collana è quella di riprendere questi libri, ri-caricarli, aggiungendo inediti e percorsi critici, rendendoli nuovamente disponibili. Libri che per ora sono e saranno pubblicati in formato elettronico. Con la gestione di Paolin, il raggio d’azione si allarga. Verranno infatti pubblicati testi anche meno recenti. «L’idea è quella di scoprire una sorta di storia della letteratura italiana sotterranea che quasi nessuno conosce», ci ha spiegato lo scrittore.

«L’idea è quella di scoprire una sorta di storia della letteratura italiana sotterranea che quasi nessuno conosce»

Tra il 25 e il 29 giugnouscirà il primo volume con la direzione di Paolin. Si tratta de La cartoonizzazione dell’Occidente di Giulio Milani, che fu pubblicato nel 1998 da Transeuropa e molto bene fu accolto dalla critica. A luglio sarà la volta del libro di fantascienza di Mario Giorgi, Codice, che uscì da Bollati e Boringhieri nel 1994 e fu in quell’anno un piccolo caso editoriale. «Ricordo una megarecensione di Baricco in tv, nel programma di critica letteraria Pickwick, in onda in seconda serata su Rai 3 – racconta allo Scriptorium Demetrio Paolin -, un particolarissimo libricino di 100 pagine che in tre settimane ha fatto cinque edizioni». Dopo la pausa estiva, a settembre usciranno Igino Domanin con Gli ultimi giorni di Lucio Battisti (Pequod) e a ottobre Ferruccio Parazzoli con Per queste strade familiari e feroci (uscito nei primi del 2000 con Mondadori). A novembre sarà il turno del primo “classico” di Reloaded: Il metodo di Gaia Servadio, un romanzo degli anni ‘70 uscito per Feltrinelli in cui per la prima volta si racconta di Scientology. Un bellissimo racconto della vita universitaria inglese, un romanzo sperimentale nell’impaginazione, che mette in scena dialoghi in contemporanea. «A dicembre – racconta il direttore della collana – uscirà in chiusura dell’anno Dario Voltolini con una piccola chicca per Reloaded: per la prima volta saranno riuniti i suoi due romanzi sulla quadrilogia delle stagioni “Primaverile/Autunnale”».

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Carlo Coccioli

Ultima anticipazione. A febbraio uscirà un libro di Carlo Coccioli, che riunisce “Il cielo e la terra” e “La pietra bianca”, due storie bellissime che in Italia non vennero molto apprezzate ma che ebbero un ottimo riscontro di pubblico e critica in Francia. «Se leggi quei due libri insieme – racconta Paolin – ti fai un’idea nuova della letteratura degli anni Cinquanta, che nulla ha da invidiare agli americani Kerouac e Ginsberg».
Ma come si è svolta la selezione dei titoli da ripubblicare? «Un po’ ho seguito i miei gusti di allora – racconta Demetrio Paolin – e ho ripensato ai confronti con altri ragazzi con cui parlavo in Università, come Marco Peano. Il risultato è un insieme di libri molto vari. Pensiamo a Milani, figlio dei Cannibali, alla fantascienza d’autore di Giorgi, a testi nati negli anni della New Economy, come quello di Igino Domanin. Sono testi che noi trattiamo come nuovi. Se ti dicessero che sono usciti l’anno scorso ci crederesti senza problemi»
Il progetto è affascinante e di estrema rilevanza. Non ci resta che attendere le uscite mensili, leggere e mettere in discussione quel canone che, impotenti, tendiamo ad accettare senza battere ciglio.

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