Il perfetto regalo di Natale? Un libro per tornare bambini

Saremo tutti d’accordo che non esiste qualcosa di più dolce del rapporto tra nonno e nipote. Si potrebbe pensare che Starnone, con il suo ultimo libro Scherzetto, sia andato sul sicuro, non cadendo nella trappola di una scontata storia d’amore, ma cercando comunque un tema strappa lacrime, come appunto la storia di un nonno che passa tre giorni da solo con Mario, il nipote ancora bambino, dopo molto tempo di lontananza.

Invece, non è così. Non definirei infatti il libro commovente, ma solo estremamente vero. Vero per i tempi moderni, visti i temi molto attuali affrontati da Starnone, come il divario tra Nord e Sud Italia, la facile compromissione della vita matrimoniale a causa dei troppi stimoli esterni che nella società odierna non fanno che aumentare, la dominazione del lavoro sulle nostre giornate, che spesso coinvolge in maniera totale la mente e il corpo, distogliendo l’ attenzione da ciò che abbiamo intorno. Il sentimento che domina in questo libro è quello della pietà. Pietà per dei genitori estremamente attenti all’educazione del figlio, al farlo sentire intelligente, a porlo su un piedistallo per dargli l’illusione di essere “grande”, ma che non sembrano curarsi del suo bisogno di giocare.

Saverio lo aveva addestrato a troppe cose inadatte ai suoi quattro anni e lui si proteggeva col gioco. Poteva convincersi di poter fare tutto soltanto perché giocare gli permetteva di nascondersi i fallimenti. […] Lo esibivano interrogandolo come si interroga un pappagallo. Il risultato? Un’infanzia sovradimensionata, seguita dallo scontento di non riuscire mai a dare quanto si sentiva votato a dare.

Pietà per il nonno, affatto contento di vedere il nipote, che lui, al contrario dei genitori, crede incapace di qualunque attività se non quella di giocare, tanto da costringerlo, mentre lavora, a stare in un’altra stanza, in silenzio. Pietà per il bambino, che è portato a ribellarsi con piccole ma significative azioni che stupiscono il nonno e smuoveranno infine il suo animo. Oltre che all’intraprendenza del bambino stesso, però, quello che sarà in grado di portare alla luce un rapporto caratterizzato da dolcezza, semplicità, spontaneità e ammirazione reciproca, quale dovrebbe essere quello tra nonno e nipote, è stato il disegno. Il nonno è un illustratore famoso e affermato che però con gli anni ha perso l’ispirazione. Mario, con la sua ingenuità di bambino, sarà in grado, se non di farla tornare, quanto meno di rivelargli i suoi errori, dovuti probabilmente alla fretta, l’accanimento, lo scopo di lucro e il grigiore di una città come Milano.

Viviamo per tutta la vita come se il nostro continuo misurare e misurarci rimandasse a una verità inconfutabile; poi in vecchiaia ci rendiamo conto che si tratta solo di convenzioni, e l’essenziale è affidarsi a quelle che ci sembrano di volta in volta le più rassicuranti.

Scherzetto è un libro leggero ma allo stesso tempo profondo, che per essere capito richiede una sensibilità propria soltanto ai bambini e che questo libro, letto magari durante il gioioso periodo natalizio, potrebbe aiutarci a ritrovare.

 

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