Cosa saresti disposto a fare per riabbracciare chi hai perso?

Il nostro mondo è da sempre attraversato da, aimè, milioni di persone che fanno uso di droghe e stupefacenti. Si tratta di sostanze che corrodono corpo e anima, portando chi ne fa uso verso un declino inevitabile, dal quale è difficile uscire. Ma se un giorno vi proponessero una droga diversa, oserei dire: una droga “divina”? Si chiama “bliss” e forse, è l’unica droga che vale la pena assumere.

“L’ultimo giorno” è uno dei tanti capolavori romanzati di un autore che abbiamo ben presto imparato a conoscere: Glenn Cooper. La scienza è l’unica luce che ha sempre guidato la vita di Alex Weller, ma quella luce ha avuto origine dal buio della disperazione: un incidente stradale gli ha strappato per sempre i genitori. Ed è stato allora, intrappolato tra le macerie dell’auto, che Alex ha vissuto un momento straordinario: risucchiato in un tunnel di luce, ha visto il padre che lo chiamava dalla sponda di un fiume e ha provato una pace assoluta, totale. Questa esperienza divina lo ha spinto a trascorrere ogni attimo della sua vita a cercare di riprodurre nuovamente quanto vissuto. E non importa se per farlo è stato costretto ad uccidere. Fino all’ultimo giorno.

Adesso vi starete chiedendo: cosa centra la droga in tutto questo? Semplice, è proprio la “bliss” il tramite per rivivere tale esperienza mistica. Intendiamoci, non c’è nulla di vero e realistico. Ma ancora una volta Cooper riesce a dipingere su carta una delle tante domande che tormentano da sempre l’umanità: cosa c’è dopo la morte? Per i non credenti il nulla, il nero assoluto, l’assenza di tutto. Ad attendere i credenti, invece, c’è un lungo tunnel di luce, un giardino con un fiumiciattolo al centro e dalla parte opposta un nostro caro. E poi? E poi c’è Dio, la sua luce, il suo eterno e mirabile splendore che illumina la nostra morte, tanto farci rimpiangere di non essere ancora passati a miglior vita.

L’ultimo giorno, a differenza di quanto accadeva in molti alti romanzi di Glenn Cooper, è interamente ambientato nel presente: si tratta di una vera e propria finestra su un mondo in crisi, dove l’umanità è del tutto disorientata riguardo al domani. Pensate cosa fareste voi, se vi proponessero di rivedere i vostri cari defunti, rivivendo anche solo pochi istanti in loro compagnia, con la promessa di poter trascorrere del tempo con loro, per poi poter tornare sulla Terra alla vostra quotidianità. Questo è ciò che accade in questo libro: chiunque abbia perso una persona cara e farebbe di tutto per trascorrere con lei anche solo pochi minuti, non può che affezionarsi a questa delicata vicenda, trattata con maestria e grande abilità dallo scrittore americano.

Il tema di una vita dopo la morte è stato affrontato con una tale perfezione da rendere L’ultimo giorno un libro ricco di emozioni, di inaspettati colpi di scena e di tante riflessioni sull’agire del genere umano. Una lettura impegnativa, una trama geniale, come quelle che solo Glenn Cooper e pochi altri sono in grado di elaborare.

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