“L’ultima estate italiana”. L’intervista a Omar Gamba

Il panorama editoriale italiano è costituito da una folta schiera di autori esordienti che, assecondando la propria passione per la scrittura, riescono a raggiungere l’obiettivo di vedere pubblicato un proprio manoscritto. Da questo intricato sottobosco emergono poi alcuni autori che, dotati non solo di talento nell’inventare storie ma anche di una buona dose di perseveranza, si rivolgono a una schiera sempre più vasta di lettori.

Tra questi troviamo Omar Gamba, 43 anni, residente a Cantù, giunto alla pubblicazione del suo quarto romanzo. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo e di scambiare due chiacchiere sulla propria esperienza e sulla letteratura in generale.

Buongiorno Omar. Quando hai iniziato a scrivere avresti mai pensato di riuscire a pubblicare ben quattro opere?

Non feci progetti di nessun tipo. Iniziai a scrivere per passione, per sfogo e perché avevo molto da dire. Sapevo che sarebbe stato un percorso in salita, ma che avrebbe potuto essere anche gratificante. Lo scrittore migliora col tempo, io credo di essermi evoluto molto nei romanzi successivi al primo, quindi dico che anche se non feci programmi, mi aspettavo di pubblicare più di un’opera.

Veniamo alla tua ultima opera, “L’ultima estate italiana”, un romanzo distopico ambientato in un’Italia divisa da ideologie politiche e sconvolta da spinte secessioniste. Ce lo puoi presentare?

È un romanzo complesso, corale, dove esprimo quel che non si discosta molto da una pessimistica visione della situazione politica e culturale italiana; in Italia vi sono correnti secessioniste che negli ultimi periodi si stanno riaccendendo da parte di forze politiche populiste. Non vi è una reale imminenza di un pericolo, è assolutamente improbabile che si possa realizzare tale distopia. In realtà è più una caricatura di quel che è solo una tendenza sottoculturale.

Da cosa nasce l’idea di questo romanzo?

L’idea nasce dalla ben nota storicità di incomprensioni che sono nate già nei passati decenni quando dal meridione salivano uomini e donne con l’intento di insediarsi nel settentrione e trovare una vita più agiata di quella che garantiva il sud. Purtroppo è quel che accade oggi con gli immigrati africani, vi sono delle paure, il timore di perdere la propria identità fa diventare il popolo autoctono diffidente e ostile. Non vedo, come dicevo prima, una reale possibilità che quel che ho scritto nel romanzo possa realizzarsi.

Si dice sempre che un bravo scrittore debba essere in primo luogo un assiduo lettore. Quali sono i tuoi autori preferiti?

Io leggo tantissimo, credo che uno scrittore debba scrivere meno del dieci percento di quel che legge, significa che per una pagina scritta, almeno dieci vadano lette. Io leggo ancora di più. I miei autori preferiti sono quelli passati. Adoro leggere i classici della letteratura, tra cui i romanzi di Dostoevskij, Kafka, Hemingway; mi piace molto però anche la letteratura contemporanea, ma che abbia un certo spessore, premi Nobel o comunque romanzi d’autore. Di essi amo ricordare Pamuk, Modiano, Mo Yan, Vargas Llosa. Mi appassionano molto anche la saggistica e il giornalismo, in particolare Friedman e Pansa.

Sappiamo della tua passione per Parigi, che si riverbera anche nelle tue opere. Cosa ti affascina di questa città?

Ne “L’Ultima Estate Italiana” ho ambiento alcune scene a Parigi. Sì, è ricorrente la tentazione di inserire questa città nelle mie storie. Io vedo Parigi per quel che è, una città cosmopolita e attrezzata per un personaggio che abbia le mie esigenze: bistrot, caffè letterari, musei, circoli.

Ringraziamo Omar per la disponibilità e attendiamo con ansia le sue future pubblicazioni!

Grazie a voi per l’intervista, siete stati molto gentili.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...