Social Network: libertà o prigionia?

Ogni tanto a Mae piace prendere il kayak e andare a largo, tra foche, otarie e yacht ormeggiati. Lo fa la sera, quando il sole è propenso al tramonto e la spiaggia è deserta. Il piacere che prova è fisico ed è dovuto solo in parte all’esercizio al quale sottopone il suo corpo. Ama quel tempo trascorso sul filo dell’acqua perché è da sola, lei e il mare, il sudore e l’acqua salata. D’altra parte, il resto del giorno è sempre – sempre  – a contatto con il mondo, parte – fondamentale come ognuno di noi – di una rete sociale che sta stringendo sempre più le sue maglie.

Eppure Mae, la protagonista di “Il Cerchio” (The Circle) di Dave Eggers, è al settimo cielo quando viene assunta al Cerchio, la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni web. Il Cerchio, come la protagonista ha presto modo di capire, persegue la totale compenetrazione tra pubblico e privato, lavoro e attività sociali, esistenza fisica ed esistenza virtuale. La gioia provata da questa giovane ragazza, che si trova catapultata in una delle aziende più avanguardistiche della Silicon Valley, è incredibile. I benefits sono infiniti: la società paga addirittura l’assicurazione medica oltre che per lei anche per suo padre, costretto a comprare medicine costosissime per poter alleviare il dolore causato dalla sclerosi multipla.

I ritmi del lavoro sono forsennati, gli schermi che si trova di fronte sono sempre più numerosi, la trasparenza che si pretende da lei è pressoché totale. “I SEGRETI SONO BUGIE; CONDIVIDERE È PRENDERSI CURA e LA PRIVACY È UN FURTO”, questi sono i capisaldi su cui sempre più radicalmente si sta fondando il Cerchio, che, si vocifera, sta per raggiungere la chiusura. Ed è così il sogno rischia di trasformarsi in incubo, che una persona che vuole semplicemente un po’ di solitudine si trasforma in un giovane asociale affetto da varie turbe psichiche, che diventa legittimo diffondere video di amplessi consumati in intimità, che la vita privata diventa pubblica e sottoposta costantemente al giudizio altrui.

Come ormai spesso succede – e penso a “Qualcosa, là fuori” di Bruno Arpaia – diversi romanzi vengono presi per distopici quando, invece, non fanno altro che portare alle estreme conseguenze quello che, in potenza, c’è già nel nostro presente. L’ha fatto Arpaia con i problemi climatici, l’ha fatto Eggers con il rapporto sempre più malato che intratteniamo con i social network e i media in generale e con quella terrificante convinzione che giorno dopo giorno rischia di diventare un assunto universale: che una cosa, una persona, un’informazione, se non è postata su Facebook o diffusa sul web, non esiste e non merita attenzione. Un grande romanzo, questo di Eggers, che si propone – come sempre meno scrittori fanno ultimamente – di dare, oltre che una buona storia, importanti spunti di riflessione.

Il film

maxresdefault

Da questo romanzo, pubblicato da Mondadori nel 2013, è stato tratto un film che verrà distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 28 aprile 2017 e in quelle italiane dal 27 aprile. La protagonista, Mae Holland, sarà interpretata da Emma Watson e Bailey, uno dei tre fondatori del Cerchio, sarà interpretato da Tom Hanks. La regia è di James Ponsoldt e la sceneggiatura è stata curata dal regista e dallo stesso Dave Eggers.

Ecco il trailer.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...