Il soffio dei venti letterari dal nord Europa

Milano, via Palestro, una delle zone più belle ed eleganti della città. Le finestre della casa editrice indipendente Iperborea si affacciano sui giardini Indro Montanelli; la giornata di sole invernale lancia raggi su scaffali pieni di libri, scatoloni che racchiudono prossime uscite, vecchie edizioni, bozze di copertine. Oggi incontro Cristina Gerosa, direttore editoriale di Iperborea. Vorrei approfondire assieme a lei alcune tematiche fondanti il fenomeno letterario che è diventato negli anni questa casa editrice, creata nel 1987 da Emilia Lodigiani con l’intento preciso di far conoscere all’Italia la letteratura nord-europea. Chiedo a Cristina a cosa si debba questa scelta particolare e così definita.

“Prima di fondare Iperborea Emilia ha vissuto per anni a Parigi e, più che altro come lettrice, si era appassionata della letteratura classica e contemporanea scandinava e nordica perché in Francia veniva molto tradotta. Quando è tornata in Italia si è resa conto che quasi nessuno degli autori che lei leggeva e seguiva da tempo erano pubblicati qui da noi; le grandi case editrici non li avevano più riproposti almeno dagli anni ’40. Non era praticamente più possibile ritrovare i grandi classici né tanto meno era messa in luce la grandissima produzione contemporanea con la quale lei era venuta in contatto; Emilia aveva sicuramente intercettato una generazione di scrittori particolarmente talentuosa che meritava riconoscimento. Ha iniziato così a pubblicarne alcuni, da sola, con una casa editrice “casalinga”, aggiudicandosi pian piano un mercato verso il quale nessun altro pareva interessato. Soprattutto nei primi anni ha avuto la possibilità di sentirsi libera nel poter attingere da un vasto bacino di tradizione classica nordica, riportando in luce testi noti e bellissimi e creando i presupposti e le basi per dar voce a una letteratura contemporanea di gran pregio, con la fortuna di essere l’unica a dedicarvisi in Italia. Inizialmente le pubblicazioni si limitavano a 5/6 titoli l’anno; tutto è poi cambiato con l’uscita de ‘L’anno della lepre’ di Arto Paasilinna nel 1994 che ha creato un’attenzione sempre più crescente per Iperborea e il suo lavoro, dando spessore e solidità al catalogo proposto.”

Ma nel lungo periodo questa precisa scelta di nicchia, in Italia ha attecchito?

“Direi che è stata ed è un’arma a doppio taglio, anche se penso che siano più i vantaggi che gli svantaggi in fin dei conti. Sia la scelta editoriale così definita, non solo a livello geografico ma anche per il tipo di letteratura che proponiamo, sia la scelta grafica molto riconoscibile, han fatto sì che Iperborea oggi si trovi ad essere una casa editrice con un catalogo molto forte e con un’identità molto spiccata. Questo, da un lato, ha creato grande fidelizzazione con i lettori e una particolare gioia per i librai ma, dall’altro, costringe ad essere più lenti e accorti quando tentiamo di introdurre novità. Siamo meno adatti rispetto alla grande distribuzione ad adottare stravolgimenti o scelte rivoluzionarie; il nostro lettore va un po’ condotto per mano e convinto della bontà di una determinato cambio di rotta. Va sottolineato peraltro come il tema della fidelizzazione, dell’identità e della riconoscibilità nel mondo editoriale sia importantissimo e allo stesso tempo problematico. La nostra forza sta nel riuscire a creare sinergie e collaborazioni con facilità proprio per questo nostro essere unici; la nostra debolezza, invece, risiede nella frustrazione che talvolta ci capita di provare quando una cosa nuova fatica a prendere piede. È successo così con la collana dei gialli: i nostri lettori hanno inizialmente storto un po’ il naso di fronte a qualcosa che è un po’ più commerciale. Iperborea ora si compone di un gruppo di persone più giovani, un cambio generazionale che ci ha permesso di ampliare un po’ di più i nostri orizzonti, pur rimanendo fedeli alla nostra immagine; abbiamo in mente di creare una collana per bambini, tra le tante cose.”

Chi di voi lettori conosce Iperborea ha già avuto modo di apprezzarne il gusto stilistico, la forma dei libri, le immagini che concorrono a rendere ogni testo un gioiello a se stante di eleganza e freschezza. Come nascono le copertine?

“Emilia inizialmente sceglieva tutte le copertine da archivi di pittori, illustratori e iconografie legate strettamente al nord Europa. Da quando abbiamo fatto il cambio di grafica con lo studio XxY, abbiamo rinfrescato e ringiovanito molto la veste dei libri sempre in termini conservativi, pur destrutturando la vecchia impostazione che vedeva il titolo scritto sopra l’immagine di fondo. Sui classici abbiamo mantenuto l’approccio originario e filologico mentre per gli autori più giovani stiamo usando tanti illustratori, sia italiani che europei. Ogni immagine è sempre scelta da noi internamente e con la nuova veste grafica abbiamo la possibilità di sbizzarrirci di più, senza mai rinnegare ciò che comunque aveva funzionato in passato.”

Per portare in Italia nuovi titoli o scrittori, Iperborea viaggia, si muove, va alla scoperta di nuovi contatti, partecipa a fiere internazionali, fellowship, inviti all’estero. Lo scouting parte dalla casa editrice ma proviene anche da input esterni, dai traduttori e dai lettori magari residenti nel nord. Attraverso schede di lettura ben definite e un lavoro certosino di ricerca attenta che filtra tra consigli, pareri propri e di altri, letture di riviste letterarie straniere e quant’altro, si crea il patchwork necessario a decidere quale singolo libro pubblicare o addirittura quale autore cominciare ad inserire nel catalogo.

Immagino che il valore della traduzione per Iperborea sia centrale e Cristina lo conferma.

“La traduzione ha un valore imprescindibile per noi. La buona traduzione, la revisione e la cura editoriale non possono che essere fondamentali, altrimenti rischi di trovarti davanti ad un altro libro, snaturato. Servono una mediazione e una professionalità di alto livello per far arrivare lo spessore di uno scrittore e della sua opera al pubblico, soprattutto in una realtà come la nostra che attinge da lingue parlate da pochi. Siamo cresciuti assieme ai nostri traduttori, hanno camminato con noi sin dall’inizio e dobbiamo al loro preziosissimo lavoro gran parte del successo raggiunto.”

Progetti futuri?

“A marzo, per i 30 anni di Iperborea, usciremo con una collana di 10 titoli storici del nostro catalogo, grandi classici che non erano disponibili da tempo e molto richiesti dai lettori, tra i quali ‘Jerusalem’ di Selma Lagerlöf, ‘La regina di Saba’ di Knut Hamsun e ‘L’uomo che voleva essere colpevole’ di Henrik Stangerup. Sarà una collana distribuita in copie limitate, diversa soprattutto graficamente, con disegni fatti seguendo la tecnica di incisione di lino cut che danno una profondità e fisicità unica alle copertine.”

Per chi volesse entrare in contatto con un mondo assolutamente speciale, tradizioni ricche di vitalità e storia, personaggi letterari, esperienze musicali, cinematografiche e addirittura gastronomiche, dal 2 al 5 febbraio a Milano presso il Teatro Franco Parenti, alla sua terza edizione, si terrà il festival di successo I Boreali, l’unico festival italiano interamente dedicato alla cultura del Nord Europa. Qui il programma.

“Oltre ai più classici eventi di letteratura, cinema e musica, avremo anche workshop e seminari con una formula ad ampio raggio, eterogenea. Avremo ospiti cinque scrittori di spicco tra cui, in apertura all’inaugurazione, Jonas Hassen Khemiri che presenterà il suo ultimo romanzo ‘Tutto quello che non ricordo’, appena pubblicato da Iperborea e Jan Brokken, autore di ‘Anime baltiche’ e ‘Il giardino dei Cosacchi’. Ci saranno corsi di lingua e workshop per bambini organizzati da Babalibri, film in lingua originale sottotitolati non distribuiti in Italia e documentari dedicati a vari personaggi di spicco del nord. I due eventi più ‘pop’ del festival saranno il pugilato letterario del sabato sera, con lo scontro dal vivo di due scrittori sul caso letterario di Karl Olov Knausgård, arbitrato da Marco Ardemagni e domenica la festa di chiusura, una serata di musica live con i protagonisti della scena musicale scandinava, Mr.Silla e Jaakko Eino Kalevi. Non va poi dimenticato che quest’anno la Finlandia celebra 100 anni di indipendenza e noi abbiamo deciso di festeggiare con loro dando spazio, durante tutto il festival, ad eventi dedicati come gli appuntamenti dedicati alla cultura culinaria, celebrata dallo chef Kimmo Kettunen.”

Dopo questa intervista le mie già ben salde convinzioni sul valore e lo spessore del lavoro che Iperborea svolge incessantemente con grande intelligenza, non possono che trovare conferma. È raro trovare una casa editrice che non ti delude mai e che riesce, con ciò che pubblica, a trasportarti lontano, dentro pagine ricche di sfumature, inseguendo narrazioni di una purezza e bellezza uniche. È altrettanto raro tenere in mano libri esteticamente gustosi che catturano immediatamente lo sguardo e la curiosità. Ed è così bello scoprire quanto lavoro e quanto entusiasmo si nascondano dietro alla facciata del palazzo da cui esco; attraversando il parco sorrido.

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