Cambiare, a volte, significa salvarsi. Intervista a Bruno Arpaia

È sempre troppo tardi quando ci accorgiamo che qualcosa sta crollando, tantomeno ricordiamo quando tutto ha avuto inizio. Quando una storia d’amore ha cominciato a non essere più tale? Quando un quadro ha cominciato a percepire la forza di gravità e a pesare sempre più sulle spalle di un chiodo che prima o poi non avrà più la forza di fare il suo lavoro? Quando abbiamo cominciato a infestare il mondo, a privarlo della naturalezza con la quale da centinaia di migliaia di anni procedeva senza intoppi? Quando abbiamo iniziato a surriscaldare casa nostra, quando abbiamo cominciato a intaccare questo perfetto, naturale e oliato meccanismo? Abbiamo raggiunto il punto di non ritorno? Bruno Arpaia in qualche modo si è posto queste domande ma non ci ha dato risposte, ha semplicemente provato a immaginare cosa potrebbe succedere tra qualche anno se non facciamo qualcosa per cambiare e fermare gli stravolgimenti climatici ai quali stiamo costringendo la terra. Credo che ci siano libri belli e libri necessari. Qualcosa, là fuori (Guanda) di Bruno Arpaia è un libro bello, ma soprattutto è un libro necessario.

Abbiamo incontrato l’autore al Festival della mente di Sarzana. Ecco cosa ci ha raccontato.

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