Purtroppo sono nata alla fine degli anni ’80…

Ho 30 anni, secchi e tondi. Sono nata nel 1986, sul finire di un’epoca indelebile, intrisa di novità, progetti, idee futuribili, avanguardie e musica immortale. Mi sarebbe piaciuto nascere negli anni ’60 per poter andare a ballare negli anni ’80; del resto, istintivamente è lì che la mia cultura musicale si concentra, è raro che faccia il salto nel periodo successivo. Sono rimasta indietro pur non avendo vissuto la magia in diretta.

Quando ho iniziato il libro autobiografico di Igort, disegnatore, scrittore e genio italiano, non lo conoscevo, non sapevo chi fosse ma, sin dalla copertina, non ho saputo resistere alla tentazione di infilarmi tra quelle pagine. “My generation”  è uno spettacolo da godersi seduti in prima fila, ogni momento una fotografia di un’epoca, ogni dialogo uno scambio di culture.

Igort nasce in Sardegna ed è nell’isola che si creano e sviluppano i presupposti per una creatività impetuosa; è un ragazzo curioso, che si circonda di amicizie strambe ma significative e che sa vivere la propria solitudine con dignità, coltivandola come fa suo padre, immergendosi nella musica. Ma mentre il genitore ascolta Gershwin, Igort spalanca orecchie e occhi per David Bowie, alto, magrissimo, cambiafaccia, sempre pronto a voltare pagina, sempre pronto a stupire. E poi verranno Lou Reed e Iggy Pop, le immagini degli artisti della Factory raccolti attorno a Andy Warhol, i romanzi di fantascienza, Pasolini e Moebius.

Bisogna partire, allontanarsi da casa, capire dove possono arrivare quei disegni di cui la sua camera si è riempita.

Arriverà il viaggio a Londra e lo scontro duro con il Punk, la vita passata stesi a dormire sui pavimenti, con un collarino di borchie a stringere il pomo d’adamo, un filo di matita nera sugli occhi, i capelli verticalizzati.

Ed infine la base a Bologna, una città tra le più americane d’Italia, dove il DAMS, fondato, tra gli altri, da Umberto Eco, richiama il meglio della follia creativa, succhiando linfa dall’estero, portando nel Paese per la prima volta novità artistiche, di spettacolo, di performance… Siamo in un’ Italia martoriata dal piombo e dal terrorismo, dalle droghe che ammazzano e che fanno fare viaggi nell’altrove. Bologna subisce il dramma della stazione ferroviaria, ferita mortale che segna tutti molto profondamente. Sono anni in cui bellezza e orrore si alternano e confondono, portando tanti verso il baratro e fortificando altri: Igort è uno di questi ultimi, un artista capace di portare dentro di sé infanzia, adolescenza e giovinezza nel perfetto connubio per diventare adulti senza tradire il proprio percorso.

Questo libro fa pensare e riflettere e da modo a tutti di confrontarsi con un passato vissuto da “quella” generazione e osservato con attenzione dalla “nostra” un po’ malinconica che invece di stordirsi con Bruno Mars, langue sulle note di Tom Waits, saltella sui pezzi di Patti Smith e canta a squarciagola “Heroes”.

Buona lettura, my generation.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...