Carlos Ruiz Zafón, “Il gioco dell’angelo”

Il gioco dell’angelo è il secondo capitolo della saga del Cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafón. Del primo libro, L’ombra del vento, l’autore mantiene l’ambientazione e i personaggi: Barcellona, anni Venti, la vita di David Martìn si racconta in una trama del tutto inaspettata.

CHI È DAVID MARTIN?

Il tema principale, anche in questo volume della saga, resta la scrittura, stavolta quella intrigante e misteriosa di un redattore di un giornale, che, improvvisamente, si ritrova ad essere scrittore di gialli dietro raccomandazione di Pedro Vidal. Pedro Vidal è un conte, una persona di fiducia, affermata e di successo, che lo protegge fin dall’infanzia. Infanzia difficile, quella di David: abbandonato dalla madre e orfano di padre.

UNA VITA DIFFICILE

Lasciato l’impiego al giornale, David inizia a scrivere La città dei maledetti con lo pseudonimo di Ignatius B. Samson e trascorre gran parte del suo tempo chiuso nella nuova, tetra dimora: “la casa della torre”. Trascura così sia i rapporti personali sia il male al cervello, che gli assicura soltanto un anno di vita. In questo clima di incertezza e delusione, David è costretto ad allontanarsi da Cristina, il suo vero amore, che è promessa sposa a Vidal.

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I COLPI DI SCENA

Ma a Zafón – si sa -, il colpo di scena, piace. E allora ecco che compare un enigmatico editore francese, Andreas Corelli, che promette a David la guarigione dal tumore e una grande somma di denaro, in cambio della stesura di un testo sacro per fondare una nuova religione. Da qui in poi, come certamente immaginerete, la lettura si fa decisamente appassionante – e non vorrei più svelarvi niente, per non rovinarvi il finale.

TRA SOGNO E MISTERO

La dimensioni enigmatiche e segrete, tipiche in Zafón, si intrecciano e raccontano di un teatrale complotto all’interno del quale è incastrato il giovane David, e che causa numerosi morti sospette. Tra sogno e mistero, arriverete al finale tutto d’un fiato.

LA FANTASIA DI ZAFÓN

Zafón sa perdersi nei dettagli e sa riprenderli a sorpresa quando il lettore meno se lo aspetta. Questo è ciò che rende la sua scrittura appassionante e incalzante. Ma è la fantasia, oh sì, quel mondo enigmatico e onirico di Zafon, a rendere il racconto un cerchio di piacevoli colpi di scena. Intanto la saga del Cimitero dei libri dimenticati continua…

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