Il senso di una profonda amicizia nel secolo delle distanze, delle lettere e degli amori struggenti

La penna di Jan Brokken, già autore di Anime Baltiche (recensione qui), questa volta si concentra su un periodo ben preciso della vita del grande scrittore Dostoevskij che, a meno di 30 anni si trova accusato per le sue idee troppo liberali, spedito in Siberia in un campo di lavoro e poi condannato al confino come cadetto militare fino alla sua morte. Ci si domanda come abbia fatto a risollevarsi dall’ingiusta decisione dello zar Nicola II, rigidissimo tiranno, diventando poi uno dei più grandi esponenti della letteratura russa. Sicuramente anche grazie all’aiuto di Alexander Von Wrangler, barone di origine baltiche, procuratore della città siberiana di Semipalatinsk, giovane uomo pieno di vivacità che conobbe Dostoevskij durante il periodo più buio della sua esistenza.

Brokken, storicamente ineccepibile, costruisce un romanzo grazie alla raccolta minuziosa di lettere, documenti e memorie giunti sino a noi e impersonificando proprio Alexander che, come osservatore privilegiato, ci mostra le varie sfaccettature di una Russia dai confini ancora non ben delineati, i cui spazi rendono anche mode e costumi diversi e la cui natura riesce a lasciare costernati sia per la sua bellezza che per la sua implacabilità.

Dostoevskij è in attesa della grazia e spera che lo zar Alessandro II, da poco salito al trono e assai più riformista del predecessore, possa concedergliela in tempi brevi ma avrà bisogno dell’aiuto di Alexander e di molti altri ammiratori affinchè questo accada e la sua vita di scrittore rinomato possa davvero cominciare.

Nel frattempo l’amicizia tra i due uomini si consolida nel lungo soggiorno siberiano, diventa un baluardo contro le avversità e i sentimenti, contro amori accecanti e sprecati, contro una burocrazia corrotta e antica. Nel Giardino dei Cosacchi, vecchia dacia di villeggiatura estiva affittata da Alexander, tra discussioni di morale e battute salaci, si fanno crescere i più svariati fiori, si rinverdiscono gli alberi e ci si nutre con quello che la terra e l’orto danno. E quando le distanze li separano ad accorciarle intervengono lunghe lettere, fitte e contorte da parte di Dostoevskij, concise e dirette quelle di Alexander.

Brokken ci narra di due vite parallele che, per caso, vengono a congiungersi strettamente in un rapporto apparentemente indissolubile… Ma non sempre le amicizie vanno come devono andare.

Il giardino dei cosacchi è un libro intenso e ricco di  curiosità e aneddoti, particolarmente adatto a chi ama il “romanzo” storico dal sapor di cronaca.

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