Natale, i libri da leggere accoccolati sul divano

Abbiamo deciso di darvi qualche dritta su alcune letture che potrebbero allietare le vostre feste; la tematica, oltre a quella ovvia del Natale, si estende anche alla stagione invernale. Libri da leggere  accoccolati sul divano, una tazza di cioccolata calda sul comó, lasciando il freddo fuori dalle finestre e godendo del relax postprandiale che ci assale dopo le varie mangiate  gargantuesche! Eccovi, dunque, i titoli.

“La voce degli uomini freddi” di Mauro Corona, perché la neve, come il tempo, è capace di oscurare tutto e di dare la possibilità di ripartire da zero.

“Nel segno della pecora” di Haruki Murakami: inverno come isolamento contro la nevrosi natalizia che ci logora lavorativamente.

“Un duro inverno” (Mursia, evitare la brutta edizione Einaudi) di Raymond Queneau – tenerezza, poesia e sensualità nella parabola del più cervellotico affabulatore francese.

“Chichilaki” di Stefano Benni. Originariamente il chichilaki è l’albero di Natale tipico della Georgia, che si fa sfogliando i rami di nocciolo. Ma il Chichilaki che potreste regalare a Natale è una raccolta di poesie, pubblicate sul web, scorrevoli e apparentemente leggere. Come un albero, un chichilaki appunto, i componimenti si conciano a festa uno dietro l’altro per andare a smascherare quello che è il significato simbolico di un albero, la vita.

“Il Paradiso degli orchi” di Daniel Pennac perché a Natale ci vuole qualcosa di leggero ma non banale. Potrebbe aprire un mondo nuovo, trattandosi del primo capitolo del ciclo della sgangherata famiglia Malaussène.

“Buon Natale, Charlie Brown!”di Schulz, perché i peanuts hanno il giusto equilibrio tra magia del natale e irriverenza.

“Sogno di Natale e altri racconti” di Pirandello. Perché è quasi commovente trovare qualcosa che, anche se inerente al Natale, non sia paccottiglia.

“L’invenzione dell’inverno” di Adam Gopnik, perché riesce a rendere l’inverno bello suggestivo e affascinante anche a chi preferisce il caldo dell’estate come me.

“Il Vangelo secondo Biff” di Christopher Moore perché parla di Gesù nel modo più assurdo e idealmente autentico possibile e perché fa piangere dal ridere.

“L’autobiografia di Babbo Natale di Jeff Guinn. Perché Babbo Natale esiste. Punto.

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