Popolazioni in movimento, società in fermento

Vi siete mai chiesti quanti stranieri ospiti Milano? E quante etnie siano presenti in città? Avete notato come il volto metropolitano sia cambiato negli anni assumendo un aspetto sempre più cosmopolita?

Queste sono tutte domande a cui i due giornalisti freelance Donatella Ferrario e Fabrizio Pesoli hanno provato ad affrontare nel modo più esaustivo possibile nel loro libro Milano multietnica. E sono anche domande che al giorno d’oggi necessitano risposte chiare e puntuali utili al fine di ampliare i nostri orizzonti e la nostra cultura.

L’impianto del libro è semplice e d’effetto: si parte dalla storia sociale, politica e religiosa di uno Stato per poi analizzarne i processi migratori e le cause degli stessi, finendo con la narrazione per testimonianze di come l’etnia straniera si sia insediata nella città attuando un processo di integrazione più o meno intenso.

Ad oggi si contano 250.000 stranieri provenienti da 160 differenti nazioni ma Ferrario e Pesoli concentrano la loro attenzione sulle dieci comunità più numerose e radicate: Filippini, Egiziani, Cinesi, Peruviani, Srilankesi, Romeni, Ecuadoriani, Ucraini, Marocchini e Bengalesi. In aggiunta scelgono di descrivere anche i rapporti di Milano con altre cinque realtà, proprio per i loro legami significativi con la zona, e si tratta degli Armeni, dei Senegalesi, degli Eritrei, della comunità ebraica e di quella rom e sinti.

Grazie anche a interviste con personalità rappresentative delle singole etnie e popolazioni, la comprensione della cultura e degli intrecci sempre più complessi con la nostra vita di ogni giorno si fa più concreta e la città si vivacizza di colori, tradizioni, parole e usanze diverse.

Questo libro non vuole nascondere problematiche o crisi dovute alle nuove ondate di immigrazione di massa che si sono presentate negli ultimi anni divenendo un flusso continuo non più emergenziale ma costante; si tratta semplicemente di porre l’accento sugli aspetti positivi di una fattiva integrazione, sull’immenso potenziale di crescita che tali comunità rappresentano, sin dagli insediamenti di prima generazione a quelli di oggi, ancora in via di sviluppo.

La cittadinanza milanese si è ormai fatta globale, rappresentativa di mondi diversi e vari e questo, per quanto mi riguarda, è un motivo di orgoglio. Ed é per questo che un testo del genere dovrebbe entrare nelle nostre case, nelle nostre scuole, nel nostro quotidiano aiutandoci ad avvicinarci a contesti spesso estranei.

E, dulcis in fundo, applausi alla bellissima conclusione culinaria, una raccolta di ricette multietniche che trasudano sapori e odori di spezie!

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