Una guida che si legge come un romanzo. “Non ti scordar di me” di Carla De Bernardi

C’è un posto a Milano che molti milanesi conoscono e molti altri no. Ci vanno un sacco di turisti, provenienti da tutto il mondo e ne rimangono giustamente estasiati. Una volta si trovava al limitare della città in una zona che oggi si è riempita di vita e vivacità, immerso tra il quartiere cinese, l’Isola e la zona Garibaldi con i suoi nuovi e avvenieristici grattacieli.

Si tratta del Cimitero Monumentale. Ci siete mai stati? Vi siete mai domandati chi vi sia sepolto e perché si chiama così? Io ammetto di esserci entrata la prima volta due anni fa, trascinata da mia mamma, grande appassionata d’arte. Rimasi a bocca aperta. Il cielo era azzurro-blu e su di esso ogni statua, edicola e cappella si stagliava in una bellezza struggente; i giardini risplendevano di colori e gli alberi svettavano nel loro tipico modo disordinatamente ordinato.

Ci sono tornata durante la manifestazione letteraria di Bookcity, tenutasi tra il 17 e il 20 novembre scorsi con migliaia di appuntamenti ed eventi sparsi per la città. Tre di questi erano dedicati a passeggiate speciali al Monumentale, una rivolta alle tombe dei grandi editori, un’altra alle più belle raffigurazioni di libri e giornali e una terza incentrata su poeti e scrittori. Alle 10.30 di venerdì, mattinata frizzante, in una leggera ‘scighera’ milanese, mi sono trovata con altre 30 persone o più per seguire il primo percorso in compagnia della presidente dell’Associazione Amici del Monumentale, Carla De Bernardi, una donna piacevolissima e molto affezionata a questa ‘piccola città’ circondata da mattoni rossi.

Abbiamo avuto modo di apprezzare le varie fogge e forme dei templi e delle lapidi dedicate a Feltrinelli, Mondadori, Del Duca, Rizzoli, Treves, Mursia, Hoepli, Ricordi e altri ancora. Tuttavia, terminato il giro di un paio d’ore, ci sentivamo quasi pronti a intraprenderne un altro avendo intravisto di sfuggita miriadi di altri splendidi monumenti.

Carla, gentile fino alla fine, mi ha permesso di acquistare la sua guida “per curiosi e ficcanaso”, scritta con l’intenzione di dare in mano a futuri visitatori un testo che non fosse banale o che si abbandonasse ad un’elencazione priva di brio.

Ebbene, sono rimasta sveglia fino a sera tardi per tre giorni di fila, immersa nella scoperta di un luogo che ne rappresenta un altro, Milano, nel modo più sorprendente. Le storie che un cimitero può raccontare sono molte e vi sono alcuni luoghi di sepoltura nel mondo che raccolgono al loro interno narrative infinite; quando poi le storie si intrecciano ricreando il tessuto sociale e il passato antico e prossimo della propria città allora non può che nascere passione.

Passione per l’arte e per artisti incredibili come Wildt, i fratelli Castiglioni, Medardo Rosso, Maciachini, passione per la vita dei piloti Ascari, dei grandi nomi presenti nel Famedio, da Manzoni a Iannacci e Gaber, passione per le donne qui rappresentate, tantissime e di gran coraggio, femministe come Anna Kuliscioff, moglie di Turati, o la scrittrice e giornalista Camilla Cederna. Non si può non rimanere colpiti dalle imprese dei Pirelli, dei Branca, di Motta e Alemagna o della famiglia Campari. E tantomeno si può rimanere freddi e impassibili di fronte alla sepoltura di un uomo come Michele Sindona, senza richiamarne alla mente le nefandezze.

Tante, tantissime cose da imparare, da assaporare e introiettare per comprendere bene dove poggiamo i nostri piedi ogni mattina, quando usciamo di casa e ci affacciamo su questa magnifica città. Carla giustamente dice che Milano non sarà appariscente come molte altre ma nasconde le sue bellezze in modo tale che, quando vengono scoperte, si rimane strabiliati.

E quindi ‘non scordatevi di loro’; passeggiate con la guida sottobraccio e abbandonatevi una domenica durante la posa dei fiori freschi.

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