Partire non è sempre una scelta. “Solo la luna ci ha visti passare”, a cura di Francesca Ghirardelli

Durante Bookcity 2016 molte sono state le tematiche, oltre a quella letteraria, affrontate nei vari incontri e con vari personaggi di spicco. Uno dei più importanti è stato sicuramente quello legato al fenomeno migratorio e a tutto ciò che ne consegue. Considerata la mia esperienza come consulente legale per gli immigrati questo argomento ha un presa particolare su di me e partecipare ad alcuni degli eventi nei quali se ne discuteva mi è parso d’obbligo. Ho così avuto l’opportunità di scoprire il libro-testimonianza scritto dalla giornalista freelance Francesca Ghirardelli e presentato al Mudec di Milano domenica 20 novembre.

La vera autrice di questa storia, tuttavia, è una ragazza di 14 anni siriana curda, Maxima, voce narrante e pulita, trasposta su carta dopo mesi di registrazioni e rielaborazioni di approfondimento. Francesca Ghirardelli ha incontrato Maxima per la prima volta in uno dei parchi vicini alla stazione ferroviaria di Belgrado; era in attesa, con altri suoi compagni profughi, che qualche trafficante accettasse di trasportarli nell’ultima tratta verso il nord, verso l’Olanda. Francesca stava intervistando varie persone per un reportage ed è riuscita a parlare con Maxima grazie al perfetto inglese parlato dalla ragazzina.

Dopo circa un mese e mezzo, incuriosita dal ricordo di quella figura così tenace seppur dal volto trasfigurato di stanchezza, Francesca si è chiesta come fosse andata a finire per Maxima e, cercandola, l’ha trovata su Facebook. Da lì è nata la collaborazione per portare a termine questo libro, un dialogo costante che ha dato buoni frutti.

Non vorrei raccontarvi troppo del suo contenuto perché sono convinta che questi racconti vadano letti senza pregiudizi, con la mente e il cuore aperti alla comprensione di un fenomeno che riguarda tutti noi e verso il quale non possiamo più rivolgerci a mezzo sguardo, affidandoci ai “sentito dire” e alle paure dell’ignoto.

Le parole di Maxima rappresentano infatti un buonissimo punto di partenza per cercare di capire i perché dei tanti viaggi della speranza affrontati da molti dei suoi compatrioti e da altri esseri umani in cerca di rifugio. La semplicità e la chiarezza che connotano la sua vicenda così perigliosa e complessa attraverso la rotta dei Balcani, oggi interrotta sul confine greco-macedone, inducono alla riflessione, permettono di sviluppare una giusto e calibrato senso di empatia e aprono spazi a domande che alle quali, prima o poi, dovremmo imparare a rispondere anche come semplici cittadini.

Leggetelo. Informatevi. Ascoltate.

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