“L’ora del sesso” di Piccolo e Stancanelli sconvolge Bookcity

Milano. Bookcity.

Teatro Franco Parenti, orario aperitivo. Un piccolo gruppo di persone attende dietro alla porta chiusa della sala AcomeA. Sono ancora le 19, l’incontro con Elena Stancanelli e Francesco Piccolo comincerà tra mezz’ora abbondante.

Quando la volontaria apre il tendone rosso, in poco tempo la coda si sfoltisce e le poltrone della sala si riempiono velocemente. Stiamo tutti aspettando che i due scrittori ci leggano i loro brani preferiti sul sesso, quelli che hanno letto e quelli che hanno scritto.

Lui, Francesco Piccolo, classe 1964. Firma di alcune delle sceneggiature di Nanni Moretti, Paolo Virzì e Francesca Archibugi. Noto scrittore, vincitore del Premio Strega 2014 con Il desiderio di essere come tutti.

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Lei, Elena Stancanelli, classe 1965. Scrittrice di racconti e romanzi (il suo ultimo, La femmina nuda – La Nave di Teseo). E’ la prima a salire sul palco. Segue lui, che inizia a leggere.

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Che ci avrebbero letto il sesso più bello della letteratura lo sapevamo tutti: era scritto sul programma di Bookcity, su Zero, sui comunicati stampa che girano da giorni. Eppure alla prima parola fuori dalle righe – Cazzo – il pubblico, soprattutto quello del fondo sala, bisbiglia.

Alle 20:03 il primo gruppo di persone abbandona il teatro, lasciandosi alle spalle le letture feroci e sensuali che probabilmente non hanno neanche ascoltato, perché frenati da un’inibizione impellente, imbarazzante.

Nella mezz’ora seguente moltissimi i delusi a lasciare la sala, «ci aspettavamo altro» dicono loro. «Perché andare a un incontro sul sesso senza sapervi resistere?» dico io.

Non mi pongo troppe domande, cerco di non farmi distrarre dai passi decisi di “quelli che non ce la fanno” e vado avanti ad ascoltare i due interpreti.

Le letture si alternano veloci. Il ritmo e l’interpretazione danno il via a un profondo viaggio tantrico senza pausa.

Io e Dario, fedele amico e grande letterato, non riconosciamo tutti i brani in lettura: azzardiamo un paio di titoli tra di noi e crediamo che siano giusti. Fiatiamo poco per tutta la performance e ogni tanto ci scambiamo uno sguardo dal significato chiaro. A noi l’ora del sesso è piaciuta.

La gente che scappava è la dimostrazione che il sesso letterario sia un esperimento ben riuscito.

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