“Parla, ricordo”, l’eccezionale memoir di Nabokov

Una volta terminato di leggere questo affascinante libro non ho potuto che riflettere su come il titolo ne rappresentasse metaforicamente una sineddoche. Perché è proprio in quel chiedere al ricordo di “parlare” che sta l’anima di queste pagine intrise di immagini, colori e dettagli.

Il memoir è un genere letterario malleabile, in grado di rappresentare nei modi più disparati la vita di un personaggio senza le costrizioni tipiche dei testi autobiografici, legati maggiormente al fattore tempo come linearità nella narrazione. Nabokov si appropria con grande maestria dello strumento mnemonico traducendo in prosa fotografie di un’esistenza.

Rivolgendosi direttamente alla moglie, con un escamotage che rende intimo un libro non destinato ad esserlo, Nabokov racconta della sua infanzia e prima adolescenza privilegiata, immersa nelle boscose tenute di famiglia attorno a San Pietroburgo o per le strade della città stessa. Sono passati in rassegna antenati, parenti, conoscenti più o meno noti e famosi, prime amanti idilliache, amicizie; viviamo assieme a lui la passione per le farfalle, probabilmente senza comprenderla appieno ma apprezzando la descrizione di un raggio di sole attraverso un aluccia particolarmente colorata. Veniamo a conoscenza di due genitori amati e teneri, pronti ad abbandonare per sempre la madre patria, una Russia sempre più rossa, nella consapevolezza che il proprio tempo è passato.

L’interessantissimo quadro storico, costruito su istantanee di tradizioni e usanze, fa immergere il lettore nel tessuto familiare e profondamente connotato dall’appartenenza ad una classe sociale elevata, fatta di precettori e governanti quasi macchiettistici ma così significativi nel loro rappresentare un’epoca.

Nabokov passa infine a darci un quadro dei suoi vagabondaggi europei, dagli studi a Cambridge, alle esperienze berlinesi che verranno segnate dall’assassinio del padre, all’ultimo periodo di permanenza a Parigi poco prima dell’occupazione nazista nel 1940.

E qui si ferma la sua storia, mentre si imbarca con la moglie e il figlio verso i più accoglienti lidi americani, dove troverà una seconda vita e dove i suoi lavori prenderanno il volo.

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