Ecco perché non ci sono più i supereroi di una volta

Ho recentemente visto il trailer di Logan; in generale, la Marvel sta sfornando film di grande successo con un ritmo indiavolato. Evidentemente c’è offerta di ciò di cui c’è alta domanda. Il punto è che i film sui supereroi (o mutanti) hanno una loro profonda dignità, che trascende le musiche ad effetto e gli effetti speciali mozzafiato.

Dalla melma della quotidianità banale, dal torpore delle abitudini e dall’olezzo di una vita inutile spunta, piccolo ma tenace, il desiderio di altro, di qualcosa che finalmente diradi la nebbia fitta della mediocrità verso l’eccezionale. Se l’uomo nella vita reale si sente intrappolato, l’opera di finzione ha, da sempre, l’obiettivo dell’evasione. I supereroi hanno dunque senso perché incarnano un’idea di vita superiore, migliore e speciale, irraggiungibile nella quotidianità, ma piacevolmente esperibile nella finzione.

Non solo. Se penso in generale al mondo, mi si para di fronte agli occhi un gigantesco baraccone di ingiustizie e di eventi catastrofici il cui dominio ormai oltrepassa le capacità del singolo. Ne consegue inevitabilmente che il supereroe nasce come entità perfetta e giusta che risolve ogni sgarbo. Ancora una volta, almeno nella finzione.

Non è dunque un caso se i primi fumetti sui supereroi nascono in concomitanza di periodi storici difficili come la seconda guerra mondiale o la guerra fredda: di fronte ad un mondo improvvisamente diventato disumano, pericoloso e in cui il singolo non ha valore fuori dalla massa, le paure dell’uomo vengono esorcizzate da eroi fantastici senza macchia e senza paura che salvano tutti.

Se da una parte i film sui supereroi presentano una spinta propulsiva verso il meglio ed il perfetto, soprattutto negli ultimi anni, ci troviamo di fronte ad una dimensione più intimista e potenzialmente fallimentare.

Accennavamo al trailer di Logan.

In un mondo ricoperto di frammenti di idoli, non c’è più spazio per i supereroi indistruttibili che non hanno più nulla da comunicare ad un uomo che tiene assieme con lacrime e scotch i suoi pezzi. I problemi dell’uomo contemporaneo si sono a tal punto complicati da non poter più essere risolti nell’ombra meravigliosa di un tizio onnipotente.

La paura di un futuro incerto, il dolore per un’esistenza che non ha un senso, ricordano ogni giorno la tua imperfezione, il tuo essere un uomo qualsiasi, un fallito come altri, un rifiuto come chiunque. Non vale più la retorica dell’essere straordinario che salva tutti, ma quella dell’uomo eccezionale che scivola giù dal piedistallo e piange come chiunque. Ve lo immaginereste un Supereroe degli anni ’60 che soffre di attacchi di panico? No, sarebbe ridicolo. Ma in Iron man 3,Tony Stark sta male proprio per questo motivo.

La risoluzione di un contemporaneo film di supereroi pare dunque non esplicitarsi più nella costruzione di un mondo di finzione perfetto e contrapposto a quello reale. Prende spazio l’accettazione della negatività della vita che non lascia immune nessuno, e la capacità di convivere con essa. Indipendentemente dal valore che attribuiamo a questi personaggi, essi vanno così ad ordire una mitologia postmoderna in cui la negatività dell’esistenza non è risolvibile per delega, ma è come un bagaglio, pesante e doloroso che l’uomo comune deve trascinare per sempre. E in questo gesto c’è tutta l’eroicità dell’essere umano comune: bestia imperfetta che balla sopra un abisso.

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2 pensieri riguardo “Ecco perché non ci sono più i supereroi di una volta

  1. Non sono del tutto d’accordo. Forse i supereroi moderni sono sempre più umani e fragili, ma questo aspetto di “imperfezione” è sempre stato presente, a partire da Superman con la criptonite… Spiderman, che non è poi così recente, è sempre stato un umano come tanti improvvisamente diventato un eroe. Credo che questo rientri nelle caratteristiche dei supereroi, in fondo: avere un lato molto umano affinché il pubblico si possa segretamente immedesimare, possa sognare di poter essere, nonostante tutto, un eroe.

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    1. Grazie per l’attento commento. Nell’articolo ci siamo soffermati sull’universo Marvel e non DC che è un po’ diverso. Le tue osservazioni sono di certo accurate, ma le debolezze di S e B mi sembrano più che altro caratterizzazioni specifiche dei singoli personaggi. In generale il supereroe passato mi è sempre sembrato un vincente, anche in momenti critici.
      Secondo me la grande attenzione data a Batman negli ultimi anni si è verificata proprio perché è il supereroe che meglio di tutti può dare adito ad una dimensione interiore. Sempre secondo me, i supereroi passati, anche se con debolezze, rimanevano su un piedistallo, mentre quelli di oggi manifestano una maggiore difficoltà e conflitto interiore.

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