Tra streghe e risaie. “La chimera” di Sebastiano Vassalli

Sebastiano Vassalli è senza dubbio uno dei più grandi autori italiani del dopoguerra, anche se forse non ha ottenuto fino in fondo il successo che meritava, complice anche la sua straordinaria riservatezza. Dopo aver vinto il premio Strega e raggiunto la finale del Campiello nel 1990 con La chimera, Vassalli si è infatti sempre rifiutato di partecipare a premi letterari, fatta eccezione per qualche riconoscimento alla carriera. Alla sua morte, giunta con beffarda ironia della sorte nel 2015 a breve distanza dalla candidatura per il premio Nobel, il mondo della cultura gli ha riservato unanimemente il meritato tributo.

Da parte mia, come una sorta di omaggio postumo, decisi di acquistare una copia de La chimera, la sua opera più conosciuta e apprezzata, promettendomi di leggerla al più presto. Ma, come spesso accade, l’intenzione fu rimandata da una successiva serie di acquisti ossessivo-compulsivi di altri libri, per cui la lettura avvenne effettivamente a circa un anno di distanza dall’acquisto.

La sfortunata vicenda di Antonia

L’opera narra la sfortunata vicenda di Antonia, un’esposta (così erano chiamati i bambini abbandonati nelle ruote collocate sovente accanto ai luoghi religiosi) cresciuta in un convento di suore, poi acquistata da una coppia di contadini e successivamente processata per una assurda accusa di stregoneria.

 “Per cercare le chiavi del presente, e per capirlo, bisogna uscire dal rumore: andare in fondo alla notte, o in fondo al nulla; magari laggiù, un po’ a sinistra e un po’ oltre il secondo cavalcavia, sotto il macigno bianco che oggi non si vede. Nel villaggio fantasma di Zardino, nella storia di Antonia. E così ho fatto”.

Antonia diventa gradualmente vittima della propria bellezza, che attirerà l’odio e l’invidia soprattutto delle comari del paese, fino a trasformare la sfortunata ragazza nel capro espiatorio di tutti i mali dell’umanità.

Uno splendido affresco dell’epoca

Pur mantenendo un’assoluta centralità nella trama, la vicenda di Antonia diventa un pretesto per costruire un magnifico affresco del tempo, gli anni a cavallo tra fine del ‘500 e l’inizio del ‘600. Vassalli, grazie ad una accurata ricerca storica, ci descrive la dura vita dei risaroli (i coltivatori di riso) e la crudeltà di signorotti locali, ci conduce nei meandri della corruzione della Chiesa e della superstizione del tempo, ci racconta di personaggi realmente esistiti, da Carlo Borromeo al Vescovo Bascapè.La ricchezza di dati storici non appesantisce mai la lettura, al contrario la allieta rendendola estremamente interessante.

La Chimera è innegabilmente un’opera di grande spessore, impegnativa seppur scorrevole, consigliata principalmente agli amanti del romanzo storico, ma anche, più in generale, a chi non si accontenta della semplice lettura di evasione, e desidera ricevere dai libri un arricchimento culturale.

 

 

 

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