Ci sono storie che abbiamo il dovere di raccontare. Intervista a Ryan Gattis

Se penso a Ryan Gattis e a “Giorni di fuoco” sento una sorta di brividi, alla schiena. La bellezza di quanto ha fatto Ryan sta nella dedizione: dedicare del tempo per conoscere qualcosa tramite l’esperienza diretta credo che sia una delle azioni più nobili che possano esserci. Una conoscenza – tra le altre cose – avvenuta senza mediazioni. Lo incontri e non ce lo vedi nei ghetti. Certo, ha quei tatuaggi che spuntano dalle maniche della camicia, ma non vuol dir niente. Oramai ce l’hanno anche le hostess e i direttori di banca. Sorrideva. Forse perché era contento di essere in Italia al Festival di John Fante, a Torricella Peligna, dove l’ho incontrato io. In ogni modo, torniamo al libro. Ecco l’intervista allo scrittore di Los Angeles.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...