“Le cose semplici” di Luca Doninelli

Canonicamente sarebbe giusto innanzi tutto omaggiare il grande autore di questo libro, vincitore del premio Campiello nel 2006 e finalista del medesimo premio quest’anno. Vorrei però per un attimo spostare l’attenzione dall’autore a te, lettore, e chiederti di metterti nei panni di uno scrittore, magari uno scrittore fantascientifico. Immagina di dover raccontare di aver visto la città in cui sei nato, o quella in cui vivi, o comunque la tua città del cuore, venire travolta dall’avvento dell’apocalisse.

Immaginala irriconoscibile e con poche persone rimaste vive, vaganti in un luogo ormai degno dell’attributo “selvaggio”, che si tendono agguati per rubarsi una scatoletta di tonno, raro o unico residuo della ignobile ma ormai inevitabile opera di sciacallaggio. Bene, sono sicura che la maggior parte di voi ha pensato a una distruzione totale, alla polvere ancora sollevata per i movimenti subdoli del terreno, alle case allagate per l’inondazione più impetuosa della storia e, perché no, tutta la terra invasa da terribili mostri alieni che piano piano distruggono il genere umano e le sue creazioni. Forse avete pensato a tutto questo anche per colpa mia, che ho da subito incanalato la vostra immaginazione con la parola “fantascienza”. Perdonatemi l’errore e mi dispiace per gli appassionati di questo genere, ma il libro in questione è molto più realistico di quello che si creda una volta appreso che racconta del fantomatico periodo pre e post-apocalisse. Quella che Doninelli ha immaginato non è una fine del mondo catastrofica, da film d’azione americano, con alieni, esplosioni, maremoti e quant’altro, bensì una semplice proiezione nel futuro, molto sconsolata e biasimevole, del mondo in cui viviamo, e una fredda analisi delle possibili conseguenze dell’estremo sviluppo politico, economico e scientifico della nostra società.

Un mondo collassato su sé stesso

Il mondo in cui vive il protagonista del libro – Dodò, secondo il nomignolo dato da sua moglie – è totalmente collassato su sé stesso, l’economia è crollata, l’inquinamento è andato alle stelle, le istituzioni hanno smesso di funzionare e tutto questo, detto in pochissime parole, a causa di una eccessiva burocratizzazione della vita a scapito della sensibilità, della cultura, della fratellanza e della fiducia tra gli uomini.

Che ora è?

Se la fine degli orologi avesse prodotto la fine della domanda che ora è? tutto sommato si potrebbe ancora immaginare una scena piena di senso, con cause ed effetti al loro posto. Invece la domanda che ora è? perse ogni senso quando ancora gli orologi funzionavano perfettamente. Fu sufficiente non credere più alla risposta, non fidarsi più dell’interlocutore o del suo satellite o della capacità dell’uno e dell’altro di regolare a dovere l’orologio.

Una Milano selvatica

Milano, descritta in modo particolareggiato e anche divertente per chi conosce questi luoghi, è ormai ricoperta da una natura selvatica, con piante rampicanti e arbusti, ruderi scarsamente abitati, giungle di sterpi interrotte da cumuli di calcinacci, e a tratti delle specie di orti, uno mezzo di sostentamento dei pochi sopravvissuti al decadimento. Il Duomo è ormai impraticabile, a causa del lezzo di morte prodotto dai mucchi di cadaveri in decomposizione lasciati al suo interno. La città è controllata dai clan, vige la legge del più forte e il sistema di pagamento è il baratto. Insomma, una apocalissi alquanto studiata, si può dire realistica. Dodò e sua moglie si amavano follemente quando si sono trovati nel bel mezzo della fine del mondo, ma la giovanissima ma geniale matematica ventunenne Chantal si trovava a New York. Per vent’anni i due vivranno lontani, lei ha una vita durissima, lui comincia a scrivere per non dimenticarla. Finché, dopo tanti anni, i due si ritroveranno, accesi dal fuoco della passione e dal bisogno di verità.

Una scrittura ammirevole

La scrittura di Doninelli è ammirevole, molto semplice e ariosa seppur affronti temi così importante come l’amore, la morte, il dolore, la maternità, la violenza. Doninelli ci aiuta molto ad affrontare questo libro di più di ottocento pagine attraverso la divisione in piccoli capitoli, dal momento che l’autore finge di scrivere un diario durante la sua vita a Milano dopo il tracollo del mondo. Quello che, secondo il mio modesto parere, è stato un po’ forzato è proprio questa storia d’amore impossibile, in cui Chantal è descritta come un angelo in terra, come la perfezione assoluta, idolatrata, oltre che da Dodò, da tutte le persone con cui entra in contatto. Chantal è una ventunenne tutta d’un pezzo, in grado di affrontare qualunque situazione impassibilmente, in grado addirittura di rifondare un’intera università, certa del fatto che l’unico modo per salvarsi dalla barbarie e sopravvivere dignitosamente sia quello di mantenere viva la cultura, l’umanità, il lavoro, la solidarietà.

In ogni caso possiamo concedere all’autore questa figura un po’ irrealistica, visto il modo in cui è riuscito a rendere in modo così realistico e folgorante un evento che potrebbe benissimo sopraffarci di qui a pochi anni; d’altronde vige sempre la regola del patto narrativo, grazie al quale, a volte, possiamo finalmente lasciare vagare la nostra immaginazione, sperando che un angelo d’oltreoceano, una nostra Chantal, venga a prenderci e salvarci dal torpore, dalla sfiducia nel mondo e negli uomini, dalla nostra personale apocalisse interiore.

La letteratura è l’arte di persuadervi che non c’è nulla di strano in una storia d’amore omosessuale tra un geranio e un venusiano, e al tempo stesso che nulla è più sconvolgente e, direi, allucinante, di un pain au chocolat.

Annunci

One thought on ““Le cose semplici” di Luca Doninelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...