La realtà supera la fantasia. BergamoScienza 2016

BergamoScienza è un Festival di divulgazione scientifica che dal 2003 coinvolge la città di Bergamo proponendo un programma fitto di eventi gratuiti. Lo scopo è portare la scienza “in piazza” e renderla fruibile a tutti, soprattutto ai giovani e alle scuole. BergamoScienza torna per la sua XIV edizione, da sabato 1 a domenica 16 ottobre, per raccontare le frontiere della conoscenza, per ricordarci che la realtà supera la fantasia, che la scienza è innanzitutto dubbio, discussione e gioco, e che l’ignoto è più prezioso di quello che conosciamo, perché può aprire nuovi orizzonti.

La bellezza è ovunque

L’incontro di presentazione di quest’anno è iniziato nel segno della bellezza. Per noi amanti della letteratura è difficile riuscire ad accostare questo termine all’idea di scienza, matematica, fisica, fredde formule e numeri. Ma è proprio questo che BergamoScienza cerca di fare, ovvero non porre confini ed etichette, non creare gerarchie tra le facoltà intellettuali, ma rendere le persone consapevoli che la bellezza è ovunque e che il sapere è uno. Per trovare la bellezza però bisogna andare oltre gli oggetti materiali, oltre le sterili formule chimiche e matematiche. Questo non può essere un concetto estraneo a noi “letterati” dal momento che, senza andare oltre alle singole lettere e parole, un testo rimarrebbe composto solo da parole mute fatte d’inchiostro, come disse Manzoni.

Come dicevo, l’incontro di presentazione è iniziato proprio nel segno della bellezza, con il coro Vox Clamantis di Arvo Pärt che ha cantato mentre scorrevano le immagini del film La grande bellezza. Successivamente un talentuoso, giovane astrofisico ha esposto le idee di cinque scienziati intervenuti nelle edizioni passate di BergamoScienza, che hanno lasciato un segno particolare per le loro idee innovative. Il primo è Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica nel 2004, il quale disse che la bellezza della scienza sta nel concetto di simmetria, che è anche l’espressione visibile della semplicità, intesa come pulizia, ordine e armonia.

bergamoscienza_2016

Jack William Szostak, premio Nobel per la medicina nel 2009, afferma invece che la bellezza risiede nella complessità, quella complessità che, miliardi di anni fa, è stata all’origine della vita sulla terra. Infatti, dietro alla complessità delle formule e degli esperimenti, anche quelli apparentemente inutili, vi è sempre uno scopo più alto ed è per questo che bisogna finanziare la ricerca.

Ad esempio In Giappone un gruppo di ricercatori ha sparso per il tavolo dei cornflakes, con una pallina di muffa al loro centro, la quale poi ha creato una rete di muffa tra i cereali. Quella rete adesso è la mappa esatta della metropolitana di Tokyo, ma soprattutto si è scoperto che la creazione di quella rete naturale segue una legge che è la stessa che comanda la diffusione delle cellule tumorali tra i tessuti. Inutile dire che fu una scoperta importantissima nel campo della medicina.

Claude Cohen-Tannoudji, premio Nobel per la fisica nel 1997, afferma che la bellezza sta nella perfezione della scienza, ma anche della letteratura, una perfezione che non significa esaurimento, ma apertura a molte possibilità, la perfezione di qualcosa che veramente include tutto e non ha confini. Tannoudji è convinto che per acquisire una forma mentis aperta sia importantissimo cercare di tramandare le proprie conoscenze, confrontarsi con gli altri. Per insegnare non basta aver imparato qualcosa, ma bisogna poter trovare il modo di spiegare i concetti a chi ha un punto di vista, un background sociale, culturale, esperienziale diverso dai “professoroni” universitari. Insegnare ai giovani ponendosi come loro pari permette al professore di imparare molto più di quello che egli già sa, ricordandogli quanto sia importante la freschezza, l’ingenuità e la curiosità, che sono i principali motori della scienza.

Al mattino faccio una lista dei sogni che ho e tento di realizzarli. Se vuoi essere giovane confronta il numero dei tuoi risultati con il numero dei tuoi sogni. Se hai più risultati che sogni sei vecchio. Se hai più sogni che risultati, allora sei giovane.”

Shimon Perez, premio Nobel per la pace nel 1994

Per ulteriori info potete visitare il sito www.bergamoscienza.it

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