“Jimmy Corrigan, il ragazzo più in gamba sulla terra” di Chris Ware

Il salto di generazione è un principio della genetica, tra i primi ad essere scoperti da Mendel. In poche parole io ho i capelli rossi, i miei genitori no, ma guardando un po’ più indietro, mio nonno materno aveva i capelli rossi: salto di generazione, chiaro e semplice. Jimmy Corrigan è la fotocopia del nonno che non ha mai conosciuto. Jimmy infatti è cresciuto senza un padre, accudito da una madre eccessivamente presente. Questi sono gli ingredienti base del libro ed è facile allora immaginare Jimmy come un ragazzo disadattato, chiuso in sé stesso e per questo terrorizzato da qualsiasi rapporto al di fuori di quello con la madre.

Un giorno però la sua routine è turbata da una lettera, suo padre (SUO PADRE?!) lo invita a raggiungerlo per conoscersi e, dopo qualche dubbio, Jimmy parte. Da questo incipit impareremo a conoscere Jimmy, lo vedremo crescere, ma non quanto forse ci aspetteremmo, e al contempo scopriremo la storia della sua famiglia, dal bisnonno a lui.

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La difficoltà di creare relazioni

Questa graphic novel parla del confronto tra persone, non importa se estranei o familiari; di come sia difficile rapportarsi con una cassiera per comprare un panino, o creare un legame affettivo con un padre goffo e illuso, in un mondo freddo in cui non succede nulla di eccezionale, solamente i fatti della vita.

Da Chicago 1893 agli anni ’70

Chris Ware ci accompagna tra quattro generazioni di Corrigan, dai preparativi per l’Esposizione Universale di Chicago del 1893 fino agli anni ’70, attraverso tavole minuziose, geometriche e matematiche, animate da un linguaggio visivo unico e a tratti davvero geniale, in un modo retrò dalle tinte piatte (e), comunque piene di poesia. Sfogliandolo, sembra di avere tra le mani un catalogo illustrato di urbanistica e graphic design, un mattone in realtà, visto formato e peso, ma leggendolo verrete catapultati in un mondo ostile che saprà tuttavia scaldarvi il cuore. Vi arrabbierete di fronte alle paure di Jimmy e gioirete delle sue piccole vittorie, perché Jimmy non è un eroe, è eroico nella sua umanità.

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