Un uomo “IN MOVIMENTO”: Oliver Sacks

L’altra sera, mentre cenavo, mi sono messa a guardare il film del 1990 Awakenings (Risvegli) con Robin Williams e Robert De Niro. È la storia di una medico che comincia a lavorare in una clinica del Bronx che accoglie malati apparentemente “dementi” o con dei deficit gravissimi di movimento, interrelazione e capacità di comunicare; questo medico, interpretato da Williams, studiando profondamente i casi, riesce a capirne in parte l’origine delle disfunzioni e si concentra soprattutto su un paziente, Leonard al quale si decide di sottoporre, per la prima volta, un medicinale nuovo. Da qui, il risveglio: improvvisamente, dopo anni di immobilismo, mutismo e assenza, Leonard cammina, parla, gioca, ricomincia a leggere e si ritrova nel corpo di un uomo invecchiato ma ancora capace di affrontare la vita.

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Robin Williams e Robert De Niro in Risvegli

La prova di attore di Robert De Niro in questo ruolo mi ha lasciato a bocca aperta ma ne ho potuto capire la reale importanza grazie al libro che stavo leggendo in quel momento: “In Movimento” di Oliver Sacks. Il film è infatti tratto da uno dei più famosi testi di ricerca e studio scritti dal grande medico e scienziato (“Risvegli”) e, nella sua autobiografia, Sacks ci racconta lo sviluppo dello stesso e le vicissitudini del film, la sua amicizia con i due grandi attori e la parte sostanziale che egli ha svolto nel suggerire alla regia come meglio sviluppare gli aspetti di relazione con i pazienti.

“In Movimento”  è un capolavoro, senza ombra di dubbio. Già  conoscevo le capacità di scrittore di Sacks, avendo letto L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello: pagine di casi di scienza che si leggono come racconti, bellissime descrizioni del comportamento umano e delle reazioni alle più disparate condizioni cliniche, un’enorme apporto emotivo all’anima… Tuttavia nella sua autobiografia Sacks si esprime al meglio, superandosi, attirando il lettore nella narrazione in un modo che pare quasi fisico, come se il geniale dottore fosse lì a cingerti le spalle con un braccio, gesticolando e sussurrandoti delle sue scorrerie e della sua lunga vita in un orecchio.

Partendo dalla sua infanzia e dai suoi studi in Inghilterra, paese nel quale è nato e che ha sentito sempre come casa, Sacks ci racconta della sua famiglia di medici, della scoperta di essere omosessuale, delle difficoltà nel relazionarsi con gli altri e, al contrario, della facilità nell’interagire con i suoi pazienti, mantenendo distanze di sicurezza pur dimostrando un’empatia unica e rara che lo aiuterà immensamente nel suo lavoro. Nel tempo si formano anche le sue velleità di scrittore in quanto, già prolifico nell’esprimersi con appunti di scienza, memorie, lettere e diari, pare poi catartico per lui pubblicare le sue scoperte e le sue analisi, con un’iniziale disinteresse per l’attenzione delle masse che si trasforma in sorpresa e grande felicità quando le sue opere cominciano a diventare best-sellers.

Ciò che infatti rende intellegibile Sacks da chiunque vi si approcci è la semplicità con la quale affronta complesse tematiche neurologiche, psicologiche e in generale mediche, adottando uno stile narrativo fluido che tuttavia non fa perdere alcuna credibilità alle sue digressioni scientifiche. Come uomo il dottore che ricordiamo negli ultimi anni prima della sua morte con la barba lunga, gli occhiali e un bastone, ha vissuto una vita a dir poco ricca, di incontri, di esperienze al limite del pericolo, di coraggio, di paura, di solitudine e tristezza, di amicizie fondamentali, di collaborazioni.

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Oliver Sacks da giovane

Tra viaggi e amori

Sacks ha corso in motocicletta per le strade più impervie; ha attraversato l’America finendo con il fare l’autostop e venendo raccattato da un duo quanto mai strambo di camionisti; ha amato New York, dove ha vissuto e lavorato per moltissimi anni, assistendo con gioia immensa al risveglio pur breve dei suoi pazienti silenti e seguendo gli sviluppi delle più complesse neurosi; ha avuto poche storie, tutte molto intense ma brevi, tranne l’ultima che l’ha accompagnato fino alla fine dei suoi giorni, un amore in età avanzata, fatto di tranquille passeggiate, scambi culturali, teneri abbracci e immenso affetto.

Con la sua passione per la scrittura Sacks è riuscito a raccogliere, come briciole lasciate dietro di sé, moltissimo materiale per ricomporre la sua esistenza e per dar voce alle sue sensazioni ed emozioni più vere. È soprattutto grazie a questo modo di costruire la propria autobiografia che leggerla significa non un mero sfogliare le pagine ma vivere una vera esperienza, lo scoprire l’intimo serpeggiare di un’anima bellissima.

 

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