Paranoia e amore. “La scala di ferro” di George Simenon

montmartre-noche

Siamo ai piedi di Montmartre, in un quartiere ricco di bar, botteghe e locali notturni.
Nell’appartamento sopra al negozio della moglie si svolge l’angosciosa tragedia di Étienne, tanto innamorato della sua compagna quanto dilaniato da dubbi e domande mai poste. Una scala di ferro collega il negozio alla casa e in essa si trova il simbolo di un legame morboso, strettamente a due, all’apparenza indissolubile nel suo essere routinario e ben tarato sulla vita di coppia. Ma Étienne diventa ogni giorno più magro, dolori lo assalgono, febbri e sudori lo costringono a letto. Ed è dal letto, guardando la moglie di sottecchi, osservandone le procaci curve, che si ritrova a rimuginare sui loro 15 anni di matrimonio ed il loro valore.

Nei meandri di Parigi

Un racconto che avanza veloce, nei meandri di una mente che si rattrista e vaga solitaria in una Parigi mesta, puntellata di figure che paiono non aver significato e che invece portano messaggi e arricchiscono le immagini quasi fotografiche riprodotte in scrittura da un Simenon piacevolissimo.

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