Premio Strega 2016. Un elogio spudorato a “La scuola cattolica” di Albinati

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L’anno scorso Nicola Lagioia ci ha colpito per la sua cruda e agghiacciante narrazione de La Ferocia, un libro che, pur eccedendo in stilismi, si è aggiudicato lo Strega con una scrittura verace dandoci in pasto una storia ‘cattiva’. Ieri, invece, giorno della cerimonia di premiazione, l’alloro è passato sulla testa di Edoardo Albinati, insegnante nel carcere di Rebibbia e scrittore già noto, in circoli piuttosto indipendenti, per le sue storie ‘dal vero’ assai atmosferiche, ambientate spesso nella capitale.

Il libro dell’anno

La Scuola Cattolica, a mio modesto parere, può anche essere incoronato libro dell’anno 2016 senza dubbio alcuno, sia per la sua varietà di argomenti che per la scrittura sublime. Il tomo potrebbe scoraggiare anche i più voraci lettori ma nessuna delle quasi 1300 pagine di cui è composto può dirsi sacrificabile. Ma cosa ci racconta in modo cosi prolifico il nostro autore?

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Torturatori annoiati dalla vita

Il nocciolo centrale che fa da spunto al resto dell’opera è il famoso e tremendo delitto del Circeo che sconvolse, negli anni ’70, la Roma ‘bene’ e tutta Italia: giovani ragazzi borghesi che assumono le vesti di torturatori annoiati dalla vita, giovani donne di più bassa estrazione sociale, vittime di soprusi e abusi inumani. Albinati sa chi sono gli autori del crimine, in quanto suoi ex-compagni di scuola. Conosce l’ambiente nel quale sono cresciuti e in cui è diventato adulto anche lui. Sa cosa significhi essere ragazzo in un quartiere benestante, in una città lenta e politicizzata, in una scuola di preti, dove sono ammessi solo i maschi e le ragazze paiono lontane, da conquistare e prima di tutto, da trovare.

Uomini che odiano le donne

Lo spazio fisico e ancor di più metaforico che distanzia le donne dagli uomini, qui, assume un ruolo fondamentale ed esplicativo dei brutali tentativi di avvicinamento e appropriazione, come se la trasformazione del soggetto desiderato in oggetto ed il suo uso noncurante possano in qualche modo esorcizzare il trauma di alcuni riti di passaggio.

Un libro diretto e puro

Adolescenza, sesso, violenza, religione, denaro, amicizia, relazioni, eventi storici, fascismo, ideologia, personaggi epici e unici. Di questo si compone un libro che è intenso, reale, concreto, enciclopedico, bellissimo e duro. Un libro scritto in modo magistrale, che si distende senza fatica alcuna, come la narrazione dell’esistenza di tutti, con naturalezza e semplicità sebbene tratti di argomenti profondi e per nulla superflui. È raro, quasi impossibile trovare libri che sappiano esprimersi in modo così diretto e puro, senza frivolezze estetiche o azzardi stilistici.

Questo libro merita il plauso della critica tutta e dovrebbe utopisticamente essere letto da chiunque ‘abbia fame’.

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