Raccontare in silenzio. “Cambiamenti” di Mo Yan

Image: CHINA-NOBEL-LITERATURE-PRIZE-SWEDEN-MO YAN

Mo Yan non è ancora stato nominato vincitore del Premio Nobel alla letteratura 2012, ma Cambiamenti esce in un particolare momento della sua vita. Tempo di bilanci, tempo di ricordi: il libricino, edito da Nottetempo, racconta con estrema abilità gli episodi di crescita dell’autore in quarant’anni di storia cinese, senza scendere troppo nel dettaglio né nella sfera privata.

Bocca larga

I ricordi iniziano nel 1969, quando la sua bocca larga rivela senza sosta i pensieri più profondi. Gli occhi piccoli e a mandorla non sanno ancora parlare in silenzio, e tutti – la nonna, la mamma, il professore Liu – lo ritengono responsabile di qualsiasi episodio esilarante. Ad accompagnarlo nella crescita sono i compagni di classe Liu Wenli e He Zhiwu, che in un modo o nell’altro sono ricorrenti nella mente e nella vita dello scrittore, proprio come i corsi e i ricorsi della storia dell’umanità.

Un camion Gaz-51

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Liu Wenli è l’amica invidiata da tutti perché il padre guida per lavoro un camion Gaz-51, emblema della Cina dei cambiamenti – “rapido come il vento, veloce come una saetta” – di produzione sovietica. He Zhiwu è il compagno di classe scapestrato, che farà carriera in Mongolia e prenderà Liu Wenli come sua amante. Arruolarsi in Cina a servizio dell’esercito di Mao, per Mo significa aspirare a diventare generale. E per farlo serve viaggiare a bordo dell’anima gemella del camion del papà di Liu, un altro Gaz-51 un po’ capriccioso, guidato da un collega più esperto: un uomo molto buono e umile, che, a modo suo, tifa per le doti letterarie del giovane Mo. Bravura e un pizzico di fortuna servono a Mo Yan per affermarsi come scrittore.

Raccontare in silenzio

La realtà è che alla società cinese del 1990 non è permesso provare dei sentimenti, ma Mo Yan li racconta in silenzio attraverso un “piccolo flauto di bambù” o una zappa rivolta verso l’altro, segno di orgoglio e commozione: i pochi dettagli davvero profondi della sua vita. Per capire la crescita dello scrittore serve cogliere i taciuti cambiamenti della Cina, la scelta di parlare è sorprendentemente l’opposto dello pseudonimo Mo Yan, che significa “non parlo”.

Io continuo a pensare che Mo Yan abbia imparato a raccontare in silenzio, continuando a scrivere.

Mo_Yan_Cambiamenti1

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